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Notte in fila per la collezione Balmain per H&M, ma non chiamatele fashion victim

In centinaia per aggiudicarsi un capo

MODA
Notte in fila per la collezione Balmain per H&M, ma non chiamatele fashion victim /Video - Foto

A Roma la collezione Balmain per H&M

di Federica Mochi


“Penserete che io sia pazza, lo so. Per Lanvin e Versace ho dormito in strada tutta la notte. Oggi non esco dal negozio senza la giacca con le perle. Ma ho puntato anche i sandali con le corde e un paio di orecchini gioiello. Poi voglio anche altro, ovviamente”. L'attesa è finita. E non solo per Camilla, accampata dalle 2 del mattino davanti all'ingresso del negozio di H&M al centro commerciale Porta di Roma, uno dei 9 punti vendita selezionati in Italia (250 in tutto il mondo) del colosso svedese del low cost, che da oggi mette in vendita la capsule collection disegnata da Olivier Rousteing, golden boy della moda e da quattro anni al timone della griffe parigina Balmain (VIDEO - FOTO).

Assieme alla 23enne di Latina, che si è presa un giorno di permesso dal lavoro per non mancare l’appuntamento, ci saranno almeno altre 100 ragazze in fila davanti al punto vendita di Settebagni, pronte a tutto pur di portare a casa un capo griffato. Tra i pezzi più ambiti (e più cari) della collezione, la giacca di velluto decorata con una cascata di perle e cristalli dal fit anni '80 (spalle pronunciate e silhouette avvitata) che ricalca fedelmente il dna della maison, strizzando l'occhio a un modello realizzato dallo stilista francese per la collezione autunno/inverno 2012-2013.

Benvenuti nella 'rivoluzione del lusso' accessibile, cui H&M si fa portavoce da quindici anni, collaborando con i nomi più prestigiosi del fashion system da Karl Lagerfeld a Donatella Versace, passando per Marni, Lanvin e Jimmy Choo. Un’operazione che ogni anno manda in visibilio tutti i devoti della dea moda. Ma non chiamateli fashion victim, perché, come racconta Alessio all’Adnkronos, tra i primi a varcare la soglia, “Non c'è niente di male a fare qualche sacrificio per la giacca da smoking che sogno da mesi”.

Il primo della fila, in coda davanti al negozio da mezzogiorno di ieri è Kai, un ragazzo cinese di 22 anni, che finirà per comprare decine di articoli, compresa la giacca di perle per sua madre. Subito dietro di lui un gruppo di ragazze di Roma: Sara, Martina e Rachele raccontano invece che hanno intenzione di prendere "tutto quello che riusciamo. Hai visto la collezione?? È meravigliosa. Vorremmo anche la giacca di perle magari, ma costa troppo".

Alle 7 mancano ancora 2 ore all'ingresso nell''arena', ma intanto i commessi hanno iniziato a distribuire i 280 braccialetti colorati alle ragazze in coda, lasciapassare indispensabile per varcare la soglia di questa gabbia dorata del glamour-à-porter. Si entra in gruppi da 20. All'inizio la commessa spiega che ognuno ha a disposizione solo 5 minuti per fare acquisti.

"Un'ingiustizia, sul sito c'era scritto 10. È una follia", ma poi però, quando le proteste iniziano a farsi insistenti, tornano a essere 10 minuti. Una ragazza, che si era allontanata per andare in bagno, perde le staffe, quando due signore di 50 anni le passano avanti. Per i ragazzi, invece, nessun pass, nonostante siano in molti ad aver già compilato una 'wishlist', giusto per assicurarsi di non perdere neanche un capo, come spiega Lorenzo, in coda assieme a sua sorella Azzurra e alla mamma: "Già so cosa devo prendere, la giacca bianca e dei pantaloni" mentre la sorella vorrebbe "l'abito corto verde con i bottoni, che va con calza pesante, poi quello che si trova, va bene tutto“.

E se, poco dopo aver rimosso le transenne, gli scaffali e le relle cominciano a svuotarsi e le shopping bag a gonfiarsi all’inverosimile (una ragazza cerca di farsi spazio camminando in bilico con un piede nella cuissarde nera e l’altro nell’ankle bootincrostato di paillettes), non sembra esistere nessuna regola, tranne una, come spiegano i commessi ai meno informati: il limite d’acquisto.

Ognuno, cioè, può comprare al massimo 5 capi della collezione (compresi gli accessori) in una sola taglia. Questo per evitare che una persona possa fare razzie (e pazzie) per l’amica o la sorella a casa. "Devo riuscire comunque a prendere il blazer bianco alla mia migliore amica, ma non so come regolarmi per le taglie" confessa Lucia.

Sono molte, quelle in attesa del loro turno, che contrattano già all’ingresso: “Dobbiamo studiare un piano per prendere due clutch argentate – dice una ragazza all’amica - una l’ho promessa a mia madre. Io in cambio posso prendere la 40 del minidress verde, così se la 38 non dovesse entrarti ce le scambiamo in camerino”.

Nonostante il bottino con cui riempire il guardaroba di stagione sia ghiotto, le ragazze in coda agguerrite, e le regole del gioco siano cambiate in fretta, il clima che si respira è sereno. La prima a uscire non sembra soddisfatta, ha preso solo una t-shirt bianca, perché, spiega "non ho fatto in tempo a prendere niente. Gli uomini poi sono peggio delle donne, come le cavallette, prendevano decine di giacche e correvano in cassa".

Felicissimi con in mano 6 sacchetti, e uno scontrino di 850 euro ciascuno è un gruppo di asiatici. "Io non le capisco queste fashion victims. Dormirei fuori dal negozio solo per Chanel" racconta Michela, 21enne di Roma. Mentre la fila si sfoltisce all'esterno, escono vittoriose le numero due della coda, prime a entrare, ma ultime a uscire. Ora si sentono "strafelici", finalmente stringono tra le mani il capo che ambivano da mesi: il minidress verde: "Ma ho perso anche un top - dice Martina - una cintura e poi appena torno a casa cerco qualche altro accessorio online". Costo totale per loro, 470 a testa.

Appagate, almeno fino al prossimo anno, quando sugli scaffali del gigante del low cost apparirà la prossima etichetta couture, magari disegnata da Riccardo Tisci di Givenchy, Hedi Slimane di Saint Laurent o Thom Browne, che in molti, a partire da Kai, il primo che ha varcato l'ingresso stamani, sperano di vedere presto appesa nei loro guardaroba.

E se a Roma ci sono state file dalla notte, a Parigi per l'esclusiva collezione Balmain per H&M si sono registrate scene di delirio come dimostra un video ripreso da un testimone e poi postato su Facebook.

Nous sommes actuellement revenu à l'âge de pierre .. Merci de regarder la fin de la Video, surtout la fille en noir qui se barre avec le porte manteau #hm #balmain #fight

Posted by Mehdi Houmel on Giovedì 5 novembre 2015



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