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Manovra spacca sindacati: Cgil e Uil verso scioperi. Cisl si sfila

30 novembre 2022 | 20.26
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Il 7 dicembre dunque, Landini e Bombardieri sederanno a palazzo Chigi, nell'incontro convocato dal premier Meloni

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(Fotogramma)

La manovra del governo Meloni spacca i sindacati. La Cisl infatti si sfila dalle critiche che Cgil e Uil hanno rivolto alla legge di bilancio, boccia le loro richieste di mobilitazione, difende molte delle scelte operate dal governo e punta sul dialogo e il confronto con l'esecutivo e il Parlamento in sede di approvazione della manovra per limare i punti più critici della manovra. Un epilogo scontato, quello a conclusione degli esecutivi di ciascun sindacato, che era già nelle cose da tempo e che replica così quanto già accaduto con il governo Draghi quando Cgil e Uil, alla fine di un percorso di mobilitazione, andarono da soli ad uno sciopero generale contro la legge di bilancio. Il 7 dicembre dunque, Landini e Bombardieri sederanno a palazzo Chigi, nell'incontro convocato dal premier Meloni, con un mandato preciso da parte dei propri organismi: quello di mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie, nessuna esclusa.

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La critica che arriva dalla Cisl, d'altra parte, non lascia margini. "E' sbagliato ricorrere allo sciopero. Serve dialogo e confronto per migliorare e rafforzare la legge di stabilità. Lo sciopero è una forma ultima di conflitto che nelle condizioni attuali danneggerebbe i lavoratori, logorerebbe il sistema produttivo, infiammerebbe i rapporti sociali e industriali, senza che tutto ciò abbia attinenza con le finalità di una mobilitazione tesa a migliorare la qualità dell’azione politica del Governo e del Parlamento", si legge nel documento approvato all'unanimità che chiede di aprire "uno spazio stabile di confronto per costruire insieme le basi della ripartenza e della rigenerazione del Paese". Una impostazione questa dunque, "che richiede responsabilità e concordia e non ammette fughe in una demagogia e in un populismo che non solo non risolvono i problemi, ma contribuiscono a peggiorarli", dice ancora la Cisl che intesta al sindacato guidato da Luigi Sbarra la convocazione da parte di Meloni.

"Un risultato che premia il pressing di questi giorni della Cisl sulla necessità di rinsaldare il confronto", prosegue. Se sono dunque "apprezzabili" molti dei capitoli contenuti del Ddl stabilità, assegno unico, Isee, sostegno ai redditi bassi, e migliorabili altri, taglio del cuneo e detassazione accordi di produttività, occorre trovare "punti di mediazione per dare solidità alla manovra" e portare avanti i tavoli di riforma strutturale, dalle pensioni al fisco, dalle politiche attive alle strategie industriali ed energetiche.

Una lettura agli antipodi rispetto a quella che ne danno i sindacati cugini. "Sul sostegno ai redditi, sulle pensioni, sul taglio del cuneo fiscale, sulla detassazione delle tredicesime, su quella degli aumenti contrattuali e degli accordi di secondo livello, la legge di bilancio non dà risposte significative", è la critica contenuta nel lungo documento licenziato dall'esecutivo Uil che punta il dito anche contro la reintroduzione dei voucher a 10mila euro e l’allargamento della platea dei prestatori, l’estensione della flat tax fino a 85.000 euro, il condono fiscale,"l'ennesimo", l’aumento del tetto all’utilizzo del contante, l’esenzione dell’uso del pos fino a 60 euro. Non solo. Depotenziata la tassa sugli extra profitti" e messa mano ad "un iniquo" blocco della rivalutazioni per non parlare del 'vuoto' sulle pensioni e dell'abolizione del reddito di cittadinanza. Per dare forma a tutto questo perciò la Uil immagina un percorso di mobilitazione, che possa partire da scioperi territoriali e di categoria senza in futuro escludere "nessuno degli strumenti di mobilitazione sindacale".

Più netta la Cgil di Maurizio Landini che ripetutamente in questi giorni aveva già duramente criticato la manovra. "E' sbagliata, colpisce i poveri e precarizza il lavoro" senza rispondere alle reali "emergenze del Paese" aveva più volte spiegato il leader annunciando la volontà di chiamare allo sciopero i lavoratori. Oggi è arrivato dunque il disco verde del direttivo, il Parlamentino Cgil, che ha dato mandato alla segreteria "di mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie, nessuna esclusa, per ottenere le risposte necessarie ad affrontare questa fase che rischia di peggiorare rapidamente la condizione delle persone, aumentare le disuguaglianze sociali e territoriali, bloccare lo sviluppo del Paese". (di Alessandra Testorio)

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