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Marò, governo indiano: ''No a Sua Act'' P. Chigi: "Risultato opposizione Italia"

24 febbraio 2014 | 19.40
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Nuova Delhi, 24 feb. (Adnkronos/Ign) - "La decisione della Corte Suprema di New Delhi di rinunciare al ricorso alla legge antiterrorismo è il risultato della ferma opposizione dell'Italia''. E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi sulla vicenda dei due Fucilieri di Marina, dopo un vertice con il premier Matteo Renzi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il ministro degli Esteri Federica Mogherini e l'inviato speciale del governo, Staffan De Mistura.

Il governo, conclude la nota, "continuerà con determinazione sulla strada dell'internazionalizzazione della vicenda''.

L'esecutivo indiano ha infatti presentato alla Corte suprema un parere scritto nel quale dice di essere favorevole a rinunciare a perseguire i due marò sulla base del Sua Act.

Il procuratore generale della Corte suprema indiana, G. E. Vahanvati, ha informato che Nuova Delhi ha accettato il parere del ministero della Giustizia secondo cui Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non devono essere incriminati in base alla legge antipirateria ed antiterrorismo.

La stessa Corte - che ha aggiornato l'udienza al prossimo 7 marzo - ha deciso anche di esaminare la richiesta del governo italiano di contestare la giurisdizione della National Investigation Agency (Nia) sul caso.

Secondo Diljeet Titus, uno dei legali dei due marò - accusati di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio 2012 - potranno essere ora incriminati sulla base del codice penale indiano. Domenica il ministro della Difesa di Nuova Delhi, A. K. Antony, aveva escluso la possibilità di "qualsiasi compromesso" sul caso.

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