La richiesta di Palazzo Chigi dopo il sequestro delle barche in acque internazionali: "Italiani fermati illegalmente. Rispettare diritto internazionale, garantire incolumità fisica". Nota congiunta Italia-Germania sul caso
Dopo il sequestro da parte di Israele delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali al largo di Cipro, arriva la condanna del governo insieme alla richiesta per "l'immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati". Sul caso, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto questa mattina una riunione alla quale hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla, rende noto Palazzo Chigi.
In questo quadro, il governo italiano "condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche" e chiede al governo d’Israele "l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo", si legge nel comunicato. Il governo ribadisce "il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale", conclude Palazzo Chigi.
"Forte preoccupazione" per gli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla è quindi stata espressa da Italia e Germania. In una nota congiunta i due Paesi chiedono "il pieno rispetto del diritto internazionale applicabile e di astenersi da azioni irresponsabili", sottolineando come la loro "priorità comune e assoluta è garantire la sicurezza dei nostri cittadini, in linea con il diritto internazionale umanitario".
"Richiamiamo il nostro comune impegno e gli sforzi della comunità internazionale per fornire aiuti umanitari a Gaza in conformità con il diritto e gli standard internazionali", aggiungono.
"Non ho ancora preso in considerazione l’invio delle navi"italiane a supporto degli attivisti della Flotilla "ma non ne ho parlato col ministro competente; mi riservo di farlo nelle prossime ore", ha poi affermato in serata Meloni, parlando in conferenza stampa. "Per quello che riguarda il mio giudizio sulla Flotilla - ha precistato - non è che ho cambiato molto idea: a me continua a sfuggire quale sia l’utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza ma in compenso danno a noi molto altro lavoro e molti problemi da risolvere, come se non ne avessimo già a sufficienza".
"La forza trainante dietro la provocazione della Flotilla è Hamas - in collaborazione con provocatori professionisti - con l'obiettivo di sabotare il passaggio alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump e di distogliere l'attenzione dal rifiuto di Hamas di deporre le armi". E' questa l'accusa, lanciata in un post su X, del ministero degli Esteri di Tel Aviv dopo l'intercettazione della nuova Flotilla diretta verso Gaza con l'obiettivo di rompere il blocco della Striscia.
"Israele è impegnato a garantire la libertà di navigazione. A causa dell'elevato numero di imbarcazioni della Flotilla, del rischio di escalation e della necessità di impedire la violazione di un blocco legittimo, era necessario un intervento tempestivo in conformità con il diritto internazionale", ha proseguito il ministero degli Esteri israeliano, secondo cui "l'operazione è stata condotta in acque internazionali in modo pacifico e senza causare vittime".
"Un'ispezione iniziale delle imbarcazioni ha rivelato la presenza di materiali che sembrano essere droghe e contraccettivi - ha aggiunto il governo di Tel Aviv - Questa Flotilla è un'altra trovata pubblicitaria, priva di aiuti umanitari. Si tratta di provocatori professionisti in crociera per loro piacere. Una 'Flotilla di preservativi': né più né meno".