In occasione del Fuorisalone, ai Chiostri di San Simpliciano, la maison fiorentina offre un racconto visivo curato dal direttore creativo, Demna, su 12 grandi arazzi, con immagini e codici iconici
Un racconto visivo che attraversa la propria storia e la rilegge con lo sguardo di oggi. Ai Chiostri di San Simpliciano, in occasione del Fuorisalone 2026, 'Gucci Memoria', la mostra curata da Demna, mette in scena un sistema di immagini, materiali e codici che appartengono all’archivio della maison fiorentina e li riattiva in chiave contemporanea. Tra elementi iconici, riferimenti storici e nuovi segni viene ridefinito un linguaggio che resta riconoscibile ma in costante trasformazione. Il progetto si sviluppa come un percorso narrativo continuo che attraversa 105 anni di storia del marchio, con un allestimento che occupa entrambi i chiostri con un sistema di installazioni eterogenee: arazzi, ambienti botanici e dispositivi interattivi, come la vending machine di mini bevande all'ingresso, convivono in una scenografia stratificata.
Il nucleo centrale della mostra è costituito da un ciclo di dodici arazzi, concepiti come una cronologia visiva. Ogni pezzo interpreta un passaggio chiave della storia di Gucci, traducendolo in composizioni dense di riferimenti simbolici. Il percorso inizia con gli anni londinesi di Guccio Gucci al The Savoy Hotel, momento spesso indicato come origine dell’immaginario della maison, con un giovane Guccio Gucci in uniforme da facchino a rievocare la sua esperienza londinese, per poi passare alla fondazione della prima bottega fiorentina, in Lungarno Guicciardini 11, a Firenze. Tra strumenti e pellami, la visione di Gucci prende vita sullo sfondo della città toscana. La mitologia della maison si definisce nel 1955 con la registrazione ufficiale dello stemma Gucci. La sequenza prosegue con l’espansione internazionale e l’affermazione del marchio nel sistema del lusso globale, fino all’introduzione di elementi iconici come la Gucci Jackie 1961 e la Gucci Bamboo 1947.
Le tensioni familiari tra Aldo Gucci, Rodolfo Gucci e Vasco Gucci trovano spazio in una fase che mette in relazione crescita commerciale e conflitti interni. Gli arazzi dedicati alle direzioni creative successive restituiscono cambiamenti di linguaggio e posizionamento: dalla fase guidata da Tom Ford (1994-2004) centrata su una nuova idea di sensualità, a quella di Frida Giannini, fino all’estetica stratificata di Alessandro Michele, in armatura da cavaliere. Il racconto arriva agli anni più recenti con Sabato De Sarno e il rosso 'Ancora' e si chiude con l’attuale direzione di Demna, tra i look della sua prima collezione 'La Famiglia', e lo studio Gucci, dove il creativo georgiano e il suo team lavorano insieme, evidenziando il processo creativo e il dialogo tra tradizione e contemporaneità.
Nel chiostro grande, un’installazione botanica sviluppa il motivo Flora attraverso fiori stagionali coltivati appositamente. Il riferimento non è solo decorativo: il tema della riproduzione e della variazione naturale diventa una traduzione fisica dell’idea di memoria come elemento dinamico. Nel chiostro piccolo, la componente interattiva è affidata a una serie di distributori automatici progettati ad hoc. Le macchine erogano bevande realizzate da Gucci Giardino, lo spazio hospitality della maison in Piazza della Signoria. Ogni lattina è associata a un archetipo della 'Famiglia' Gucci - tra cui Fashion Icon, Drama Queen, Super Incazzata e Mega Pesantone - introducendo una lettura più leggera e frammentata dell’identità del brand.
Parallelamente alla mostra, Gucci attiva un pre-lancio retail a Milano con una selezione di accessori caratterizzati dal motivo Flora, distribuiti in boutique come Gucci Via Montenapoleone e Galleria Vittorio Emanuele II. Il progetto si estende oltre la durata dell’esposizione con la distribuzione di bouquet realizzati con i fiori dell’installazione, prevista il 27 e 28 aprile nello store di Via Montenapoleone. Gucci Memoria è aperta al pubblico dal 21 al 26 aprile, dalle 10 alle 20.