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Mafia: Morosini (Csm), Riina porterà con sé nella tomba tanti misteri

17 novembre 2017 | 10.20
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Piergiorgio Morosini

"Totò Riina porterà con sé nella tomba tanti misteri...". Lo ha detto all'Adnkronos Piergiorgio Morosini, componente togato del Consiglio superiore della magistratura, commentando la morte del capomafia di Corleone. Era stato proprio Morosini, prima di approdare al Csm, a rinviare a giudizio Totò Riina, nel processo per la cosiddetta trattativa tra Stato e mafia, con l'accusa di minaccia a corpo politico dello Stato. "Saranno i processi, alcuni dei quali ancora in corso, a portare alla luce alcune verità. Anche se i processi, probabilmente, non basteranno. Qui c'è lo spazio della ricerca degli storici - spiega Morosini - La ricerca della verità non finisce nelle aule di giustizia. I punti oscuri sono ancora tantissimi, le verità parziali sono ancora tante. Probabilmente, sono state stagioni che hanno condizionato pesantemente la vita della nostra democrazia. Io personalmente, appena ho subito della morte di Riina ho pensato, intanto, a quante persone ha fatto soffrire quest'uomo e poi ai tanti omicidi che hanno cambiato il corso di certe conquiste ed esperienze. Riina è stato il piombo nelle ali per la realtà siciliana, e non solo siciliana".

"Indirettamente, Riina - prosegue Morosini - è stato la causa di tante vocazioni di impegno giudiziario in Sicilia e a Palermo in particolare. La stagione delle stragi del '92 e '93 ha motivato tanti magistrati, anche di altre regioni a impegnarsi in una postazione molto particolare, come quella di Palermo".

E po si chiede: "Ma la grande scalata criminale di Totò Riina è frutto solo della sua ferocia e crudeltà e della sua capacità criminale? O è anche, in realtà, la conseguenza di una serie di relazioni con ambienti che vanno oltre il mondo di Cosa nostra? Relazioni nei confronti delle quali si è messo al servizio e ha ricevuto in cambio sostegno e protezioni". Piergiorgio Morosini parla, quindi, di "punti oscuri delle stagioni delle stragi, non solo del '92 e '93 ma anche omicidi eccellenti a Palermo, a partire dall'uccisione di Piersanti Mattarella".

'Linea politica di Cosa nostra cambiata dopo le stragi del '92 e '93'

Piergiorgio Morosini, è convinto che "la linea 'politica' di Cosa nostra era mutata dopo il periodo delle stragi del '92 e '93". "C'era stata questa filosofia di fondo - spiega il componente del Csm - che portava alla sommersione, all'attenzione per la dimensione affaristica, però coltivata senza gesti eclatanti di attacchi chiari alle istituzioni". "E' chiaro - dice ancora Morosini - che quando accadono fatti di questo tipo, c'è un periodo di assestamento, quindi in questo momento sono molte le incognite rispetto al destino di Cosa nostra. Probabilmente anche rispetto al destino organizzativo di Cosa nostra. C'è da chiedersi se gli schemi organizzativi della stagione mafiosa con Riina libero e non in carcere, siano ancora applicabili al mondo criminale di Cosa nostra oggi. Su questo è difficile dare delle risposte in questo momento".

"Mi chiedo se ancora ci sia una organizzazione con un forte centro gravitazionale e con uomini forti in grado di tenere in pugno tutta l'organizzazione, oppure se non ci sia una organizzazione più orizzontale, in cui operano diverse cosche, come la 'ndrangheta - aggiunge il giudice Morosini- Anche se in realtà la 'ndrangheta è costituita da una serie di famiglie molto legate tra loro da legami di sangue".

'Si apre periodo successione con molte incognite'

Di una cosa è certo, Piergiorio Morosini: "Per Cosa nostra adesso si apre certamente una stagione nuova. Il dopo Riina è una stagione nuova, perché noi sappiamo che in 25 anni di detenzione non venne mai messa in discussione la leadeship di Riina nel mondo di Cosa nostra".

"Quindi, ora cambia tutto - dice ancora Piergiorgio Morosini - Si apre il periodo della successione, con molte incognite". E conclude: "L'auspicio per il mondo legale è che questa successione non produca delle lotte che poi si manifestano anche con dei fatti eclatanti. Molto spesso le guerre di mafia hanno portato lutti, non solo nel mondo criminale, ma anche ciò che c'è all'esterno e che riguarda il mondo legale, delle persone per bene e oneste. Questo va scongiurato in tutti i modi. Adesso abbiamo, però, una polizia giudiziaria e una magistratura molto più attrezzata rispetto a 40 anni fa e risorse giuste per prevenire stagioni di lutto".

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