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'Ndrangheta, confermata confisca beni per 20 milioni: anche Caffè Chigi a Roma

07 maggio 2014 | 13.27
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Sono stati definitivamente confiscati beni per 20 milioni di euro alla cosca dei Gallico tra cui il noto bar Caffè Chigi di piazza Colonna a Roma. Con una decisione assunta il 23 aprile scorso infatti, la Corte di Cassazione, rigettando l'impugnazione proposta contro la sentenza della Corte d'Appello di Roma, ha definitivamente confermato il sequestro e la confisca dei beni nei confronti di Nicola Defina, 39 anni, nato a Toronto (Canada) e residente a Sant'Onofrio (Vibo Valentia), pregiudicato per vari reati finanziari, fallimentari e truffa.

Le indagine svolte a suo tempo avevano permesso di accertare che Defina aveva costituito un ''impero economico personale'', reinvestendo in attività commerciali di vario tipo (centri estetici, negozi di calzature, attività di ristorazione) e società finanziarie con sede a Roma, i proventi delle sue attività illecite, ricavati tramite la concessione a terzi di false garanzie fideiussorie, truffe e altri reati di natura finanziaria.

Nelle sue attività, Defina si avvaleva del sostegno economico della compagna Sandra Zoccali, anche lei pregiudicata, ex moglie di Domenico Greco, 64enne di Palmi, pluripregiudicato e ritenuto contiguo a elementi di primo piano della cosca della 'ndrangheta dei Gallico di Palmi.

Per nascondere il proprio patrimonio al fisco e agli investigatori, Defina utilizzava prestanome di fiducia, sfruttando fraudolentemente lo strumento legale del trust, che consente di mantenere occulti i dati dei reali proprietari, intestando le attività a società di copertura.

Scoperto tale meccanismo, il 30 giugno del 2011, il Tribunale di Roma-Sezione Misure di Prevenzione, su proposta di Misura di Prevenzione personale patrimoniale avanzata dalla Dia di Roma alla Procura della Repubblica-Dda capitolina, nei suoi confronti e di Domenico Greco, aveva disposto il sequestro dell'intero compendio patrimoniale. Si tratta di una villa di 29 stanze a Formello; due appartamenti a Fiumicino; uno yacht di 21 metri; 11 autovetture; 90 tra conti correnti e rapporti finanziari; diverse società intestate a prestanome (Sandra Zoccali, Concetta Greco e Rosario Bagalà).

Confiscate anche altre undici società e, in particolare: l'Adonis srl, con sede a Milano via Amedei 4, società che aveva assunto dal 2009 la gestione del prestigioso Bar Chigi, sito in Piazza Colonna a Roma; la Itties srl, operante nel settore della vendita al dettaglio di calzature, con sede a Roma, operante in viale Bramante unità 60 snc, presso il Centro Commerciale Parco Leonardo; la Beauty City Srl e la Beauty plus Srl, attiva nel settore della cosmetica e dell'estetica, ambedue con sede a Roma, in via Mantova, più una serie di altre società attive nel settore dell'intermediazione finanziaria.

Contestualmente il Tribunale aveva applicato nei confronti di Nicola Defina e Domenico Greco, la misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno per la misura di anni tre, riconoscendo la loro pericolosità sociale.

Il provvedimento del Tribunale era stato confermato dalla Corte d'Appello di Roma l'11 aprile del 2012, prima che la Corte di Cassazione, con la recente decisione dello scorso 23 aprile, rigettando l'impugnazione proposta da Defina, ponesse fine alla vicenda, rendendo definitiva la confisca dei beni da parte dello Stato.

Nella mattinata di oggi, il personale del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Roma, in Roma, Ardea, Formello e Fiumicino ha dato esecuzione al provvedimento.

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