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Sanità: Oms, 1 suicidio ogni 40 secondi nel mondo

04 settembre 2014 | 15.07
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(Adnkronos Salute) - Più di 800.000 persone nel mondo si tolgono la vita ogni anno: qualcosa come un suicidio ogni 40 secondi. E' quanto emerge dal primo rapporto mondiale sulla prevenzione del suicidio, pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità, che oggi lancia un appello per un'azione coordinata mirata a ridurre queste morti in tutto il mondo. Circa il 75% dei suicidi si verifica in Paesi a basso e medio reddito, ma anche quelli più ricchi si trovano a fronteggiare questi drammi.

Avvelenamento da pesticidi, impiccagione e armi da fuoco sono tra i metodi più usati nel mondo per togliersi la vita. Evidenze da Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Stati Uniti e alcuni Paesi europei rivelano però che "limitare l'accesso a questi strumenti può aiutare a prevenire" le morti per suicidio, spiegano gli autori del rapporto. Cruciale è, inoltre, l'impegno da parte dei governi nazionali per la creazione e l'attuazione di un piano coordinato di azione. Attualmente, solo 28 Paesi hanno adottato strategie nazionali di prevenzione del suicidio.

"Questo rapporto - afferma Margaret Chan, direttore generale dell'Oms - è un appello ad agire per risolvere un grande problema di salute pubblica avvolto in un tabù per troppo tempo". Il 10 settembre si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio: un'occasione per stimolare un'azione congiunta a livello mondiale

Il suicidio si verifica in tutto il mondo - ammonisce l'Oms - e può avvenire a qualsiasi età. A livello globale, i tassi di suicidio sono più alti nelle persone over 70. Ma in alcuni Paesi tassi più elevati si riscontrano tra i giovani, tanto che il suicidio è la seconda causa di morte nei ragazzi di 15-29 anni a livello globale. In generale, inoltre, a morire in questo modo sono più gli uomini delle donne, il triplo nei Paesi più ricchi. E proprio gli 'over 50' maschi sono particolarmente vulnerabili in queste aree del pianeta, spiegano gli esperti.

Nei Paesi a basso e medio reddito, poi, i giovani e le donne anziane hanno tassi di suicidio più elevati rispetto ai coetanei delle aree più ricche. Il punto, sottolineano gli autori del rapporto, è che queste morti si possono prevenire. Ridurre l'accesso agli strumenti per darsi la morte è un modo per ridurre il numero dei suicidi, assicurano i ricercatori.

Altre misure efficaci riguardano la stampa: gli esperti evidenziano l'importanza di trattare "in modo responsabile" i suicidi da parte dei mezzi di comunicazione, evitando un linguaggio sensazionalistico e la descrizione esplicita dei metodi utilizzati. Inoltre è importante l'identificazione precoce e la gestione dei disturbi da uso di sostanze e dei problemi di salute mentale, anche fra gli operatori sanitari.

Un follow-up delle persone che hanno tentato il suicidio attraverso contatti regolari, anche per telefono o con visite a domicilio, "sono essenziali - dicono gli esperti - perché le persone che hanno già provato a uccidersi sono più esposte al rischio di nuovi tentativi". E non servono piani mirabolanti per incidere sul fenomeno.

"In ogni Paese possono essere prese misure efficaci, anche solo a livello locale e su piccola scala", assicura Alexandra Fleischmann, del Dipartimento di Salute mentale e abuso di sostanze dell'Oms. L'Organizzazione raccomanda comunque ai Paesi di adottare una risposta coordinata globale che coinvolga sanità, istruzione, lavoro e altri settori.

"Questa relazione, la prima nel suo genere, presenta una panoramica completa su suicidio, tentativi di suicidio e successo degli sforzi di prevenzione in tutto il mondo. Sappiamo cosa funziona. Ora è il momento di agire", conclude Shekhar Saxena, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell'Oms.

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