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Nintendo, no ai matrimoni gay nel suo simulatore di vita reale. Ed è polemica

09 maggio 2014 | 15.04
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Roma, 9 mag. (Ign) - In 'Tomodachi Life' gli omosessuali non possono sposarsi. E' un videogioco, quello della Nintendo, definito simulatore di vita reale. Si può scegliere tutto: la voce, il volto, i vestiti. Tutto. Ma, a differenza della realtà di alcuni Paesi nel mondo, due persone dello stesso sesso non possono sposarsi e quindi, nel videogioco, non possono mostrare alla comunità il coronamento del loro amore.

Anche se il colosso giapponese, già in difficoltà per il mezzo flop della sua console Wii U, ha minimizzato definendo il suo 'Tomodachi Life' un "semplice videogioco", un utente ha sollevato la questione dando vita a non poche polemiche. Tye Marini, 23enne dell'Arizona, ha dato vita alla campagna #miiquality su Twitter, giocando sul termine 'Mii' che è quello con cui vengono chiamati gli avatar. Immediate le adesioni, così come le critiche alla Nintendo, che a quanto pare non tornerà sui suoi passi nemmeno per il prossimo lancio Europeo.

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