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Ambiente: #Noairgunsardegna per salvare da trivellazioni santuario cetacei

05 luglio 2014 | 18.03
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Al via stamani ad Alghero l'operazione, promossa dal movimento Unidos, contro la ricerca di petrolio sulle coste nord occidentali della Sardegna con le bombe sismiche, proprio sulla rotta dei delfini

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#Noairgunsardegna. È l'hashtag con il quale ha preso il via stamani ad Alghero l'operazione 'Salviamo il santuario dei catecei', promossa dal movimento Unidos contro la ricerca di petrolio sulle coste nord occidentali della Sardegna con le bombe sismiche, proprio sulla rotta dei delfini. Un enorme barcone da turismo con lo striscione #Noairgunsardegna è partito insieme ad un centinaio di militanti alle 11 dal molo Dogana del porto di Alghero verso il largo, in direzione di Capo Caccia, sulla rotta dei delfini.

''E' un appello alle istituzioni perche' si oppongano entro domani, 6 luglio, alla ricerca petrolifera nei mari della Sardegna. E' un progetto scellerato - ha detto prima della partenza per il mare il deputato Mauro Pili, leader di Unidos - , che mette a rischio non solo le nostre coste ma rappresenta la più imponente azione speculativa verso la nostra isola. E' un'operazione decisa e giocata a livelli alti, che coinvolge vertici dello Stato e poteri forti che hanno deciso di scaraventare in Sardegna questa ennesima servitù di stato requisendo oltre 20.000 km quadrati di mare sardo per bombardarli con gli air gun e poi sfruttare le potenzialità petrolifere che dichiarano essere di sicuro interesse''.

La denuncia di Unidos: ''Davanti ad Alghero, Porto Torres, Stintino, Sassari, Bosa, Villanova Monteleone, Magomadas, Cuglieri, Narbolia e San Vero Milis. Un'area marina di 20922 km quadrati. Il lato più vicino alla costa è quello occidentale, che dista oltre 24 miglia nautiche dalle coste sarde (24.3 da Capo dell'Argentiera) e circa 33 miglia nautiche da Alghero. Per esplorare i fondali cannoni ad aria compressa i cosiddetti air gun, compresa tra 150 e 400 atmosfere".

"Una vera e propria bomba atomica acustica - spiega Pili - che genera una violenta onda d'urto che si propaga nel fondale e successivamente viene riflessa, mostrando in questo modo la presenza e la natura di idrocarburi nel sottosuolo. Gli air-gun sono disposti sempre in batteria (si contano diverse decine di sorgenti) e nelle loro vicinanze si possono registrare picchi di pressione dell'ordine 100.000 volte superiori al ad un motore a reazione. Bombe d'aria compressa così devastanti - prosegue il deputato - che colpiscono mortalmente la vita marina, danneggiando pesca commerciale, e le economie costiere. Effetto dinamite si ripetono ogni dieci secondi, 24 ore al giorno, per giorni e settimane alla volta''.

''A presentare il progetto - ha detto Pili - sono i texani della più grande società di servizi petroliferi del mondo, la Schlumberger. Nonostante il devastante progetto ancor oggi nessuno risulta aver presentato osservazioni, ne la Regione, ne i comuni. L'unica è una associazione di tutela dei cetacei. Occorre fare in fretta e bloccare questi esperimenti folli in un'area marina dove esistono codici di protezione anche i cetacei riconosciuti internazionalmente''.

Manca un giorni alla scadenza per la presentazione delle osservazioni al ministero dell'Ambiente ''e dalla Regione ancora silenzio totale. E' inaccettabile la latitanza istituzionale su un tema così delicato. la nostra mobilitazione sarà totale''. Pili che ha lanciato l'sos su questo progetto dalla barca che sta conducendo a largo di Alghero i militanti di Unidos, ha presentato una formale opposizione al ministero ''e con Unidos e altre associazioni stanno promuovendo una serrata azione per contrastare questo devastante piano di occupazione dei mari sardi''.

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