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Usa: nozze gay, il 57% è favorevole a legalizzarle

09 giugno 2015 | 13.11
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Cresce l'approvazione anche tra i cattolici e i protestanti

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(Foto Infophoto)

Ormai una netta maggioranza di americani, il 57%, ritiene che sia giusto legalizzare i matrimoni gay. E' quanto registra un nuovo studio del Pew Research Center, il think tank liberal americano specializzato in ricerche sociologiche, pubblicato mentre si aspetta la decisione della Corte Suprema che potrebbe portare al riconoscimento legale dei matrimoni gay in tutti gli Stati. Un riconoscimento che viene considerato "inevitabile" dal 72% degli intervistati, quindi anche da parte di quel 39% che vi si oppone.

Lo studio conferma come l'approvazione per i matrimoni gay continui a crescere nel Paese - dove nel giro di pochi anni sono stati riconosciuti in 36 stati, più il distretto di Washington ed ora anche il territorio di Guam - e, soprattutto, in tutti i settori della società. Anche tra gli elettori del Partito repubblicano, che come si sa non è favorevole alla legalizzazione dei matrimoni gay: un elettore su tre del Gop, il 34%, dice di sostenere le nozze gay.

Un numero significativo, dal punto di vista politico, ma nettamente inferiore alla percentuale di democratici e indipendenti, il 65%, che hanno la stessa posizione.

A differenziare le posizioni poi ci sono i fattori generazionali, razziali e religiosi. Ovviamente la netta maggioranza dei più giovani sostiene i matrimoni gay: il 73% tra i 'millennial' - tra i 18 e 34 anni - passando poi al 59% per gli appartenenti alla "generation X" , tra i 35 e i 50 anni. Le opinioni si spaccano tra i 'baby boomers" (51-69 anni), con il 45% a favore e il 48% contrario, mentre tra i più anziani, la 'silent generation' (70-87 anni) l'opposizione sale al 53% con il 39% di favorevoli.

Si è invece ridotto il 'race gap' che fino a pochi anni fa faceva registrare una forte disapprovazione per i matrimoni gay tra gli afroamericani: ora vi è comunque sempre una maggioranza di contrari, il 51%, contro il 41% di favorevoli. Lo studio poi riserva sorprese anche per quanto riguarda l'analisi del fattore religioso: non solo infatti la maggioranza, il 62%, dei fedeli delle congregazioni protestanti tradizionali - alcune delle quali hanno una politica molto aperta nei confronti dei gay - è favorevole al riconoscimento dei matrimoni gay, ma anche il 56% dei cattolici americani.

Mentre la principale sacca di resistenza ed opposizione si registra tra gli appartenenti alle chiese evangeliche - tradizionale elettorato della destra cristiana - che al 70% si oppongono ai matrimoni gay, come contrari ai propri principi religiosi. A queste posizioni si ispira la controversa legge approvata in Indiana, che autorizza negozianti ed altri commercianti a rifiutarsi di fornire servizi ai gay, in particolare per la celebrazione di matrimoni, appellandosi a motivi religiosi.

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