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Omicidio Loris, la procura chiede 30 anni di carcere per la madre

03 ottobre 2016 | 14.54
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(Fotogramma)

Trent'anni. Questa la richiesta di condanna del pm Marco Rota per Veronica Panarello, la donna accusata dell'omicidio del piccolo figlio di 8 anni, Loris Stival, a Santa Croce Camerina, nel ragusano. La richiesta è stata formulata al termine della requisitoria davanti al Gup di Ragusa Andrea Reale.

I pm non hanno dunque tenuto conto delle dichiarazioni spontanee della Panarello e delle accuse rivolte al suocero: per i magistrati la relazione con il padre del marito è un movente sia pure plausibile ma non provato, visto che non esiste prova della sua presenza in casa. In ogni caso, ha spiegato il procuratore, "il movente resta ininfluente nella richiesta di condanna a 30 anni" per omicidio premeditato aggravato. Nella requisitoria sono state usate parole dure nei confronti della Panarello, definita "egocentrica, bugiarda e manipolatrice". La sentenza è attesa per metà ottobre.

Durante la requisitoria, il procuratore Petralia e il sostituto Rota hanno ricostruito la personalità dell’imputata e il suo vissuto personale. Dopo aver messo l'accento su un suo "protagonismo esagerato", Petralia e Rota hanno anche ricostruito il contesto in cui è maturato il delitto e in particolare il "contrastato rapporto" che avrebbe avuto con il bambino che trattava da amico e non da figlio.

E’ fissata per mercoledì l’udienza in cui la parola passerà ai legali di parte civile, Daniele Scrofani per il marito di Veronica e Francesco Biazzo, per il suocero Andrea Stival. Venerdì sarà la volta della difesa di Veronica Panarello, sostenuta dall’avvocato Franco Villardita. La sentenza dovrebbe arrivare la prossima settimana.

DIFESA - "E' tesa perché parliamo di un reato che prevede pene gravi in caso di condanna, e lei continua a ribadire che non ha ucciso il bambino", ha detto l'avvocato Villardita che definisce così lo stato d'animo della sua assistita. Il padre della donna, Francesco Panarello riferisce di avere incontrato ieri sua figlia: "L'ho trovata serena, combattiva. Ci aspettiamo venga condannata ma che venga condannato anche chi era con lei. Mi chiede sempre di suo figlio piccolo. Siamo dispiaciuti, noi, nonni materni abbiamo avuto il divieto di vedere il piccolo, non vedo perché".

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