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Omicidio Willy, al via il processo al branco di Colleferro

10 giugno 2021 | 09.06
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A carico dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, di Mario Pincarelli e di Francesco Belleggia l’accusa è di omicidio volontario aggravato dai futili motivi

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(Fotogramma/Ipa)

Prima udienza oggi, al Tribunale di Frosinone, del processo per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a Colleferro la notte tra il 5 e il 6 settembre scorso. A carico dei fratelli Marco e Gabriele Bianchi, di Mario Pincarelli e di Francesco Belleggia l’accusa è di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Il presidente della Corte di Assise Francesco Mancini ha deciso che il processo si svolgerà a porte chiuse per il pubblico causa emergenza sanitaria e che fino al 31 luglio prossimo agli imputati sarà permessa la presenza al processo solo in videoconferenza. Ammessi in aula i soli giornalisti, a fronte della rilevanza mediatica della vicenda e del possibile afflusso pubblico.

Come primo atto sono state presentate le richieste di costituzione di parte civile dalla famiglia della vittima e dai comuni di Colleferro, dove è avvenuto l’omicidio, di Paliano, dove viveva il 21enne ucciso, e Artena, dove risiede la "Banda" dei 4 imputati nel processo. Parere favorevole è stato espresso dal Pm Giovanni Taglialatela. Rigettata la richiesta di rito abbreviato per gli imputati, già formulata davanti al gip e oggi reiterata, "ritenuto - ha spiegato in aula il presidente Francesco Mancini - che la legge 33/19 esclude per i delitti puniti con l’ergastolo l’accesso al rito abbreviato".

GENITORI

Nel corso dell'udienza gli occhi di Lucia, la mamma di Willy, sono stati puntati sullo schermo in alto dove si vedono tre degli imputati collegati in videoconferenza dal carcere di Rebibbia e da quello di Viterbo. In aula solo Francesco Belleggia, accusato come gli altri di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e ai domiciliari.

"Mio figlio è presente con noi oggi e ci dà la forza di affrontare l’udienza", ha detto la madre del ragazzo all’ingresso del Tribunale. I capelli raccolti e al collo una catenina col volto sorridente del figlio, aggiunge: "Cosa provo? Tristezza, solo tristezza".
Oggi, in aula, per la prima volta i genitori e la sorella di Willy si troveranno faccia a faccia con gli imputati. "Crediamo nella giustizia e lasciamo che faccia il suo corso" ha aggiunto Armando Monteiro, il papà di Willy.

Dal canto suo, l'avvocato di famiglia, Domenico Marzo, ha fatto sapere che "sono arrivate alla famiglia delle lettere di perdono, ma questo non è il momento del perdono ma della responsabilità". "Ci auguriamo una sentenza che affermi la responsabilità di un fatto esecrabile" aggiunge, spiegando che "le lettere inviate da Mario Pincarelli come raccomandate con ricevuta di ritorno appaiono tentativi strumentali di voler sembrare accorti nei confronti della famiglia che però non ha voluto strumentalizzarle. Non vogliamo nemmeno commentarle ma alla fine ci giovano perché sono una rappresentazione evidente della superficialità nella condotta da parte degli imputati".

DIFENSORI

Quanto agli imputati, l’avvocato Loredana Mazzenga, difensore di Mario Pincarelli, fa sapere che "affrontiamo il processo con il massimo rispetto sia per la vittima che per la famiglia, ma lottando per riconoscere i ruoli di responsabilità diversi per i quattro ragazzi imputati". "Il mio assistito ha avuto una posizione marginale - aggiunge - e avrà modo di dimostrare il suo involontario coinvolgimento".

Uscendo dal'aula, l’avvocato Vito Perugini, che difende Francesco Belleggia, ha ribadito che il suo assistito "così come emerso dalle indagini preliminari non ha partecipato all’aggressione". "Abbiamo sempre risposto ai due interrogatori di garanzia che ci sono stati e riteniamo che le nostre versioni siano state complete, esaurienti e riscontrate soprattutto dalle verifiche ci sono state nel corso delle indagini preliminari. Vero è - conclude - che nessuno dei testi non sospetti indica tra gli aggressori il mio assistito".

AMICI

Le magliette bianche con scritto "Ciao Willy" e i volti commossi. Così gli amici del 21enne ucciso a Colleferro la notte tra il 5 e il 6 settembre scorso hanno atteso e abbracciato i genitori e la sorella al termine dell’udienza appena conclusa in Corte d’Assise a Frosinone.

(dall’inviata Silvia Mancinelli)

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