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Opera di Roma, "coro e orchestra licenziati". E' la decisione del Cda annunciata da Marino

02 ottobre 2014 | 18.09
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I servizi saranno affidati a società esterne. Marino: "Abbiamo tentato una 'riparazione' al doloroso messaggio di Muti". Una decisione che secondo il sindaco farà risparmiare "3,4 milioni di euro". E aggiunge: "Non cancelleremo 'Aida', una settimana per trovare un nuovo direttore, se non ci riusciremo l'opera non si farà"

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"E' stato votato oggi all'unanimità l'esternalizzazione del coro e dell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma e il licenziamento collettivo". E' quanto ha dichiarato il sindaco di Roma Ignazio Marino durante la conferenza stampa che si è svolta in Campidoglio sul futuro del Teatro dell'Opera di Roma, spiegando: "Abbiamo tentato una 'riparazione' al doloroso messaggio lanciato dal maestro Muti. Con vera sofferenza abbiamo dovuto prendere questa decisione che, confesso, non è stata facile". Per il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, si tratta di un "passaggio doloroso ma necessario".

Rattoppo temporaneo o rinascita - "Gli altri soci fondatori del Teatro dell'Opera, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti -ha aggiunto Marino- hanno ascoltato dalla mia voce i possibili percorsi che il Teatro dell'Opera aveva davanti. Si poteva pensare ad un rattoppo temporaneo, senza ambizioni di rinascita, potevamo procedere alla chiusura o a dettare una strategia che puntasse ad una vera e propria rinascita del teatro ed è quello che abbiamo fatto".

Audizioni e bandi - Marino e il sovrintendente Carlo Fuortes hanno spiegato che "il coro e l'orchestra potranno organizzarsi in associazioni e partecipare alle audizioni e bandi. Dal 1° gennaio 2015 avremo, dunque, un coro e un'orchestra esternalizzati, un modello già sperimentato in altre capitali europee, un modello innovativo".

Risparmio di 3,4 milioni di euro- "Si tratta di modelli, del resto già sperimentati in altre capitali europee. Abbiamo dovuto percorrere la strada dolorosa del licenziamento collettivo", ha proseguito il sindaco della capitale e presidente del Cda della fondazione lirica, spiegando che con questa decisione "si prevede un risparmio di 3,4 milioni di euro". "Il coro e l'orchestra (182 lavoratori su 460 complessivi della fondazione, ndr) -ha spiegato Marino- valgono circa 12 milioni di euro l'anno. Il nostro obiettivo è risparmiare 4,2 milioni di euro l'anno e i risparmi che si prevedono con il licenziamento collettivo sono pari a 3,4 milioni di euro".

'Aida' non sarà cancellata - Il primo cittadino ha anche dichiarato che "non cancelleremo 'Aida' ma ci attiveremo per poter individuare un nuovo direttore d'orchestra. Ci diamo tempo una settimana, se non riusciremo nel nostro intento l'opera non andrà in scena".

Franceschini - "L'esternalizzazione di coro e orchestra dell'Opera di Roma decisa dal cda è un passaggio doloroso ma necessario per salvare l'Opera di Roma e ripartire", ha dichiarato in una nota il ministro Franceschini. E ha aggiunto: "Il sovrintendente Fuortes ha chiarito bene che i musicisti se vorranno, potranno, come avvenuto da altre parti, dare vita a un'orchestra nuova, basata su relazioni trasparenti, sulla qualità e sull'innesto di giovani talenti, che punti ricostruire con il Teatro un nuovo e diverso rapporto". "Del resto non dimentichiamo che la situazione era diventata talmente insostenibile da costringere pochi giorni fa il Maestro Muti ad andarsene platealmente".

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