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Opera Roma: Melis (Uil), non cadremo nella fossa che ci scava la politica

10 novembre 2014 | 16.32
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"Non cadremo nella fossa che ci sta scavando la politica con le sue negligenze e la sua cecità". Lo ha detto Francesco Melis della Uilcom di Roma e del Lazio, intervenendo al sit-in 'Stop ai licenziamenti, difendiamo la cultura', organizzato in Piazza Santi Apostoli a Roma da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal. Alla manifestazione hanno partecipato esponenti della politica, musicisti e sovrintendenti, tra i quali Francesco Ernani del Teatro Comunale di Bologna.

"Temo che la gestione dell'Opera di Roma sia solamente il progetto pilota di un più ampio piano che mira a smantellare la cultura italiana", ha continuato Melis, baritono del coro dell'Opera di Roma che rientra tra i 182 licenziati dopo 32 anni di contratto a tempo indeterminato. E ha aggiunto: "Il fatto che si sia partiti dalla Capitale non è un caso. Le prove generali si fanno nel centro nevralgico nazionale per poi espanderle al resto del paese. E chissà, magari anche oltre le Alpi".

Anche la sindacalista della Cisl e dipendente del 'Maggio musicale fiorentino', Cristina Pierattini, si è detta preoccupata: "Abbiamo già subito 45 licenziamenti e tra poco altre 53 persone verranno messe in mobilità. Questo rappresenta un qualcosa di vergognoso in un paese dove la musica e la cultura in generale dovrebbero rappresentare un valore aggiunto e non un peso morto da eliminare".

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