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Ottantenni in fila per fare il vaccino trovano le porte sbarrate, il direttore 'Disguido'

28 febbraio 2021 | 20.53
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La signora Grazia, ottanta anni ben portati, arriva alle 9.30 in punto all'ospedale Barone Lombardo di Canicattì (Agrigento) per fare la prima dose di vaccino. Insieme con lei ci sono altri anziani, una decina in tutto, tra cui un signore di 90 anni di Raffadali. Ma l'anziana trova la porta chiusa. Sbarrata. Aspetta un'ora, che diventano due, con gli altri anziani che sono accompagnati dai figli o da altri parenti. La figlia, Rossella, inizia a chiedere in reparto ma nessuno le sa dare una riposta. Passano due ore, e le porte restano chiuse. Alla fine, la signora Grazia torna a casa senza vaccino fatto. E' la brutta avventura capitata oggi a un gruppo di ottantenni a Canicattì, grosso centro dell'agrigentino, dove non sono riusciti a fare la prima dose di vaccino, nonostante la prenotazione regolare fatta sulla piattaforma.

"Abbiamo fatto la prenotazione l'8 febbraio - spiega la figlia Sabrina Lo Vullo all'Adnkronos - attraverso il portale. Nei giorni scorsi siamo stati chiamati dal servizio di vaccinazioni per sapere se potevamo anticipare il giorno, ma io vivo in un altro comune e non potevo accompagnare mia mamma. Così abbiamo lasciato la data di oggi. E ci hanno confermato il vaccino. Ma stamattina abbiamo trovato questa brutta sorpresa".

"La cosa più brutta è stata che non c'era nessuno a cui chiedere informazioni, ci hanno detto solo che in direzione non c'era nessuno", ha detto ancora la figlia della signora Grazia. "Stamattina c'erano persone già dalle 9-9.30 - aggiunge - i nomi erano già stati sistemati fuori. Ma era tutto chiusi a chiave. C'erano solo le signore delle pulizie". "Qualcuno del personale sanitario si è prodigato a fare qualche telefonata per informarsi ma, per farla breve... niente da fare - dice la sorella, Rossella Lo Vullo - il servizio per oggi non era stato previsto, quindi niente personale dedicato e niente dosi disponibili". Ma cosa è accaduto? "C'è stato sicuramente un difetto di comunicazione. Mi scuso personalmente per quanto accaduto - spiega all'Adnkronos il commissario straordinario dell'Asp di Agrigento, Mario Zappia - Io sto cercando di capire cosa è successo. Mi auguro che non accada più, domani mattina chiederò spiegazioni, devo capire cosa è accaduto. Perché abbiamo creato questo disagio a queste persone anziane. Chiedere scusa è il minimo che possiamo fare. Abbiamo sbagliato noi. Farò una telefonata di scuse e poi, per venire incontro a questi anziani, non i faremo più venire per fare il vaccino ma lo faremo a domicilio. Per cercare di limitare a loro il disagio, mi spiace davvero per ciò che è accaduto". (di Elvira Terranova)

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