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Pakistan: nuovo omicidio per blasfemia, agente uccide detenuto a sprangate

06 novembre 2014 | 11.37
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Un poliziotto pachistano ha ucciso un detenuto a sprangate, sostenendo che si trattasse di un blasfemo. Lo riferisce il sito Dawn News, spiegando che il detenuto, Syed Tufail Haider, 45enne di Jhang, nel Punjab, era stato arrestato ieri per aver ferito due persone. Nella notte, durante un interrogatorio, il poliziotto Faraz Naveed lo ha colpito al collo con un bastone, uccidendolo.

L'agente si è difeso affermando che il detenuto aveva pronunciato frasi offensive nei confronti dei compagni del profeta Maometto. Naveed è stato arrestato e sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta. Anche il ministro capo del Punjab, Shahbaz Sharif, ha chiesto che si faccia chiarezza sulla vicenda.

L'incidente arriva due giorno dopo l'uccisione di una giovane coppia di cristiani accusati di blasfemia da parte di una folla inferocita, sempre nel Punjab, in un villaggio nei pressi di Kot Radha Kishan. I due erano accusati di aver dato alle fiamme una copia del Corano. La moglie, già madre di tre figli, era incinta. Insieme al marito, è stata picchiata e gettata in una fornace.

Quello della blasfemia è un tema molto sensibile in Pakistan, dove sono frequenti le sollevazioni popolari e gli atti di violenza contro chi è accusato di questo reato. Sono spesso colpiti da questa accusa membri della sparuta comunità cristiana del paese. Fa parte della comunità anche Asia Bibi, la donna condannata a morte per aver pronunciato presunte frasi blasfeme sul profeta Maometto.

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