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Papa: 'Vergogna salutare perché ci fa umili' E per il forte vento gli vola la papalina

19 febbraio 2014 | 12.10
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"La vergogna è buona, è salutare vergognarsi". Papa Francesco tesse l'elogio della vergogna, sottolineando parallelamente l'importanza del sacramento della confessione. Durante l'udienza generale ai fedeli in piazza San Pietro, dove erano oltre ventimila i partecipanti, stigmatizza le persone che sono senza vergogna, "sin verguenza" le definisce in spagnolo, richiamando l'espressione che si usa nella sua Argentina. "La vergogna ci fa bene - spiega - perché ci fa più umili e il sacerdote riceve con amore e tenerezza la confessione e in nome di Dio perdona". Infatti, avverte il Papa, "non basta chiedere perdono al Signore nella nostra mente e nel nostro cuore, ma è necessario confessare umilmente e fiduciosamente i propri peccati al ministro della Chiesa. Sì, ci si può confessare direttamente con Dio, si può chiedere a Lui perdono per i nostri peccati; ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa e per questo motivo è necessario chiedere perdono alla Chiesa e ai fratelli nella persona del sacerdote".

Osserva poi Francesco, al quale un forte colpo di vento ha fatto volare la papalina: "Anche dal punto di vista umano, per sfogarsi, è bene parlare con il fratello e dire al sacerdote le cose che ci pesano tanto nel cuore, sfogarsi davanti a Dio, con la Chiesa e con il fratello, senza avere paura della confessione. Quando si è in coda per confessarsi, magari uno sente anche un po' di vergogna. Ma poi esce dal confessionale più libero, grande, bello, perdonato, bianco, felice: questo è il bello della confessione!".

Il Papa sottolinea che "il perdono dai nostri peccati non possiamo darcelo da soli: il perdono si chiede a un altro e nella confessione noi chiediamo quel perdono a Dio. Il perdono non è frutto dei nostri sforzi ma è un regalo, un dono dello Spirito Santo, che ci ricolma della grazia che sgorga incessantemente dal cuore spalancato del Cristo crocifisso e risorto. Solo se ci lasciamo riconciliare in Gesù con Dio e con i fratelli possiamo essere veramente nella pace, quella pace dell'anima tanto bella che soltanto Gesù può dare".

Nella prefazione al libro del cardinale Gerhard Muller 'Povera tra i poveri. La missione della chiesa', anticipata dal 'Corriere della Sera', il Pontefice aveva detto che ''il denaro è uno strumento che in qualche modo, come la proprietà, prolunga e accresce la capacità della libertà umana, consentendole di operare nel mondo, di agire, di portare frutto. Di per sé è uno strumento buono, come quasi tutte le cose di cui l'uomo dispone: è un mezzo che allarga le nostre possibilità''. Tuttavia ''quando il potere economico è uno strumento che produce tesori che si tengono solo per sé, nascondendoli agli altri, esso produce iniquità, perde la sua originaria valenza positiva''.

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