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Pax mafiosa, pm chiede condanna a 12 anni e mezzo per avvocato e a 20 per Casamonica

31 maggio 2022 | 18.24
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I magistrati della Dda di Roma contestano il concorso esterno in associazione mafiosa per l'esponente del clan e per il penalista Angelo Staniscia, 'condotta di indubbia gravità'

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Condannare l’avvocato Angelo Staniscia a 12 anni e mezzo e Salvatore Casamonica a 20 anni di carcere. Queste le richieste dei pm della Dda di Roma Giovanni Musaro’ e Mario Palazzi al termine della requisitoria nel processo nato dall’inchiesta sulla ‘pax’ mafiosa a Ostia. Le accuse per Casamonica, esponente di vertice del clan già detenuto al 41 bis, e per Staniscia sono di concorso esterno in associazione mafiosa. I due sostituti procuratori, per l’avvocato Staniscia, hanno sollecitato anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Al centro dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, coordinata dai procuratori aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calo’, che aveva portato all’arresto di Lucia Gargano, collaboratrice di studio dell’avvocato Staniscia, di Salvatore Casamonica e poi all’iscrizione nel registro degli indagati dello stesso Staniscia, la ‘pax mafiosa’ messa a punto nel dicembre del 2017 in un ristorante di Grottaferrata, alle porte di Roma. Un ‘summit’ a cui parteciparono Salvatore Casamonica, Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik’, il capo ultrà ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, e l’avvocato Gargano con l’obiettivo di siglare la pax da tra gli Spada, famiglia egemone di Ostia, e il gruppo criminale capeggiato da Marco Esposito, detto ‘Barboncino’. L’avvocato Gargano, che ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato, il 4 giugno del 2021 è stata condannata dal gup di Roma a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa.

“Senza questa ‘pax’ gli Spada sarebbero finiti – ha detto il pm Musarò in aula - era un momento delicatissimo per il clan di Ostia”. Sull’avvocato Staniscia, difensore tra gli altri di Roberto Spada finito in carcere per la testata al giornalista Daniele Piervincenzi, il rappresentante dell’accusa ha sottolineato come “la sua condotta sia stata di indubbia gravità. Staniscia e Piscitelli si incontrarono nelle vicinanze dello studio per parlare delle vicende di Ostia e dopo quell'incontro l'avvocato andò a Rebibbia per avere un colloquio con Ottavio Spada" ha aggiunto.

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