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Pd, Serracchiani: "Con Madia è stato confronto e non rissa"

01 aprile 2021 | 08.26
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La neoeletta capogruppo dem alla Camera: "Forse è tempo di cambiare approccio e linguaggio"

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(Fotogramma)

Con Marianna Madia “c’è stata una competizione vera. È un fatto positivo: mi sembra un passo avanti perché vuol dire che c’è un partito che non si spaventa del confronto. Dopodiché ci sono stati dei momenti di tensione, normali in una competizione. Quando due uomini si confrontano, anche aspramente, si parla di scontro, se lo fanno due donne diventa una rissa. Forse è tempo di cambiare approccio e linguaggio”. Così Debora Serracchiani, neoeletta capogruppo del Pd alla Camera, al Corriere della Sera, precisando che “il 66 voti in mio favore non si possono sovrapporre alle cosiddette correnti: dimostrano che c’è libertà all’interno del gruppo. Io ho parlato con tutti i deputati e penso che anche Marianna abbia fatto lo stesso. Mi riesce però difficile pensare che se parlo io con qualcuno sto facendo accordi con le correnti, mentre se ci parla qualcun altro si tratti di una chiacchierata davanti a un caffè”.

“Sicuramente il rompighiaccio, come si è definito il segretario - prosegue la Serracchiani riferendosi a Enrico Letta - ha dato la scossa al partito e al gruppo. Poi però ci sono state le donne che hanno fatto una competizione. Ma per quanto mi riguarda c’è stato un altro rompighiaccio che non si può non ringraziare: Graziano Delrio, che ha fatto un passo di lato facilitando un percorso che, per la prima volta, ha portato una donna alla guida del gruppo della Camera”.

La Serracchiani parla inoltre del ruolo del Parlamento, mortificato a causa della pandemia, e che deve tornare a essere centrale: “Noi come Pd abbiamo fatto una vera e propria battaglia perché il Governo, all’epoca dei Dpcm, venisse a informare preventivamente il Parlamento sul contenuto di quei provvedimenti. Questa è la strada da percorrere: dare una centralità al Parlamento soprattutto in questo momento così complesso storicamente. I legislatori devono partecipare a questo percorso nuovo e straordinario rappresentato dal piano nazionale di ripresa e resilienza. Quindi, come presidente del gruppo del Pd, rivendico questa centralità, che significa aumentare gli spazi nei quali il Parlamento può svolgere appieno le proprie funzioni, incrementare l’apporto delle forze politiche al lavoro del governo e ovviamente rispettare l’autonomia delle Camere”.

La capogruppo dem risponde infine alla domanda se alla Camera sarà creato un intergruppo Pd, M5S e Leu, come in Senato: “Abbiamo sempre lavorato in stretta collaborazione e continueremo a farlo. Con una maggioranza così larga e un perimetro politico in qualche modo assente, sentiamo però la necessità che le forze si parlino tutte, per quel che ci riguarda partendo da quella che era la maggioranza del precedente governo. Il rapporto tra Pd e Lega sarà complicato – conclude – nella misura in cui la Lega pensa di fare il partito di governo e di lotta. Con questo esecutivo di unità nazionale ci siamo assunti tutti una responsabilità. E i nostri rapporti saranno tanto più facili quanto più saranno trasparenti e leali rispetto all’agenda di governo Draghi a cui il Pd fa riferimento, perché in quell’agenda c’è molta della nostra iniziativa”.

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