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Perdita di capelli? Da oggi una soluzione che va oltre il trapianto, arrivano i trattamenti a base di cellule

23 dicembre 2015 | 10.08
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Buone notizie per chi da tempo le ha provate tutte per risolvere l'antiestetico problema della calvizie. La medicina rigenerativa permette di affrontare alopecia e calvizie senza ricorrere al bisturi. La ricerca ha infatti individuato 4 tipi di cellule in grado di innescare in modo indolore la ricrescita di capelli. Si realizza così la prima alternativa al trapianto di capelli, spesso inadatto a risolvere alla radice il problema, soprattutto quando non si conoscono le reali cause e concause eziologiche della patologia.

I 4 tipi di cellule in questione sono gli endoteliociti, i periciti, i preadipociti e le cellule mesenchimali sottocutanee. I primi producono sostanze che partecipano alla formazione di nuovi capillari, i periciti favoriscono la nascita di nuovi rami dai capillari già presenti. I preadipociti, invece, stimolano la nascita del capello stesso, infine le cellule mesenchimali sottocutanee coordinano l'attività delle altre cellule.

Le cellule da utilizzare nel trattamento vengono prelevate dal paziente e utilizzate insieme al plasma, alle citochine e alle chemochine ottenute dallo stesso paziente. Il risultato è una metodica che prevede un lavoro sinergico delle cellule, che sono così in grado di aiutare il cuoio capelluto a ritornare sano, ripristinando il normale ciclo di vita del capello.

Il procedimento è molto semplice: in una prima fase si procede al prelievo selettivo delle cellule, estratte dal paziente stesso in modo completamente indolore grazie a una piccola macchina. Queste cellule adipose, vengono poi re-iniettate nel cuoio capelluto grazie all'uso di microscopici aghi che non creano traumatismo o dolore. Tutta la procedura ha una durata di 2/3 ore, non c'è taglio dei capelli e non rimane alcun tipo di segno post terapia. In questo modo il ritorno alla vita sociale, lavorativa o sportiva è immediato.

I benefici del Protocollo di Medicina Rigenerativa Avanzata, messo a punto da HairClinic BioMedicalGroup, sarebbero inoltre in grado di favorire la massima rigenerazione cellulare, promuovere il blocco dell’invecchiamento cellulare e regolarizzare progressivamente il ciclo di vita del follicolo. Ecco perché la tecnica è indicata non solo per le persone affette da diradamento ma anche in casi di calvizie avanzata come base pre-trapianto di capelli.

Non dimentichiamo infatti che spesso la chirurgia non cura il problema, lo "copre" e spesso solo momentaneamente. In molti casi l'evoluzione della calvizie porterà a nuovo diradamento, senza contare che l'uso del trapianto in modo reiterato sfrutta e impoverisce la zona donatrice di prelievo. A questo si aggiunge il noto rischio dell'effetto "shock loss", il trauma dovuto a vari innesti. Un esempio per tutti, nei casi di diradamento, il trapianto che dovrebbe aiutare a ripopolare una parte del cranio che ha sofferto della caduta, può causare nuovi problemi anche nella parte sana.

Il punto di forza dei trattamenti di Medicina Rigenerativa risiede nella capacità di agire sui pazienti in maniera differente a seconda delle cause che sono alla base della problematica. Sono infatti indicati sia per chi soffre di un diradamento "importante", sia per coloro che lamentano una calvizie localizzata, essendo in grado di lavorare direttamente sul tessuto e di utilizzare una formula di rigenerazione.

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Per ulteriori informazioni: HairClinic BioMedicalGroup

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