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Pieraccioni ricorda la 23enne morta in fabbrica: "Comparsa in un mio film"

04 maggio 2021 | 12.30
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"Notizia terribile, vista la sua età e la modalità dell’incidente. Lascia un bambino di cinque anni, non ci sono parole"

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Facebook /Che tempo che fa

Un incidente ieri in fabbrica e la vita di Luana D'Orazio, 23enne rimasta intrappolata in un macchinario nell'azienda tessile dove lavorava, si spezza. Oggi arriva il ricordo di Leonardo Pieraccioni, che con la giovanissima mamma aveva lavorato qualche anno fa. "L’ho avuta come comparsa in un mio film, Se son rose, nella scena di una festa - si legge nella dichiarazione di Pieraccioni riportata da Che tempo che fa -. Il ricordo di quella scena di una festa spensierata di ventenni aggiunge ancora più dolore. Perché la vita a vent’anni dovrebbe essere e continuare così, come una festa. È una notizia terribile, vista la sua età e la modalità dell’incidente. Lascia un bambino di cinque anni, non ci sono parole. Per quanto possa servire, mando un abbraccio fortissimo alla sua famiglia", conclude Pieraccioni. Il ricordo del regista toscano è accompagnato da una delle foto scattate sul set dalla giovane e pubblicate nell'account Instagram nel 2018.

Anche il vescovo di Pistoia scende in campo dopo la terribile morte di Luana. "Nel 2021 non si può morire così sul posto di lavoro. È un dramma che ci deve inquietare", dice mons. Fausto Tardelli parlando della morte della giovane. Il vescovo, nel giorno della morte di Luana, si trovava a Montemurlo per la festa della Croce e ha osservato: "Non voglio fare processi a nessuno ma qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di questa tragedia".

“L’ho avuta come comparsa in un mio film, Se son rose, nella scena di una festa. Il ricordo di quella scena di una festa...

Pubblicato da Che tempo che fa su Martedì 4 maggio 2021

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