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Pirlo, Ronaldo, i giovani: il futuro Juve dopo il flop Champions

10 marzo 2021 | 11.33
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L'allenatore, la stella, il nuovo ciclo: i bianconeri tra dubbi e scelte cruciali

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- (Afp)

E' colpa di Andrea Pirlo? Cristiano Ronaldo è stato un acquisto utile? La società ha sbagliato troppo? La Juve è fuori dalla Champions League agli ottavi di finale, lontana dalla vetta della classifica, senza un gioco e un'identità. I bianconeri collezionano un altro flop europeo, con l'eliminazione contro il non irresistibile Porto, e si avviano a concludere una stagione deludente -nonostante la vittoria della Supercoppa e una Coppa Italia a portata di mano- tra dubbi e interrogativi. Dopo l'epoca d'oro dei 9 scudetti consecutivi, un exploit unico nella storia del calcio italiano, la Vecchia Signora è chiamata ad una (nuova) riflessione per analizzare gli errori e programmare un nuovo ciclo.

Si parte dalla panchina. Dopo l'esonero di Massimiliano Allegri e la stagione con Maurizio Sarri, congedato dopo uno scudetto vinto, in panchina c'è Andrea Pirlo, che ha iniziato la carriera da allenatore alla guida della squadra più blasonata d'Italia. Zero esperienza, poco tempo per i collaudi in una anomala stagione condizionata dal covid. Gli alibi non mancano al 'maestro', ma il prodotto offerto in campo dalla Juve non ha mai convinto: idee poche, qualità di gioco rivedibile, prestazioni schizofreniche tra amnesie frequenti e pochi lampi. La conferma di Pirlo appare scontata, difficile ipotizzare il terzo esonero bianconero in 3 estati: al tecnico verrà concesso con ogni probabilità il tempo di crescere.

La costruzione della nuova Juve, in un quadro economico complesso per tutti i club, passerà anche per scelte radicali. La prima riguarda Cristiano Ronaldo: l'ingaggio del portoghese, ora 36enne, non ha portato alla conquista della Champions League. L'impatto di CR7 a livello commerciale e di appeal è stato rilevante, ma è legittimo chiedersi se la Juve 2021-2022 debba ruotare attorno ad una superstar che inevitabilmente polarizza il gioco e, dettaglio non trascurabile, è una voce rilevante nel bilancio.

Il processo di ringiovanimento della rosa -già avviato la scorsa estate con gli innesti di Chiesa, Kulusevski e McKennie- può convivere con la conferma delle bandiere storiche? Giorgio Chiellini, 37 anni ad agosto, nell'ultima stagione ha giocato una manciata di partite. Leonardo Bonucci, 34 anni, può avere un ruolo in una difesa che va affidata in pianta stabile a Matthijs de Ligt? Più defilata la posizione di Gigi Buffon, 43 anni e la prospettiva di un'altra stagione da dodicesimo. Una serie di nodi che andranno sciolti per programmare la prossima stagione e il nuovo ciclo.

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