Chiocci: "Io portavoce di Meloni? Allo stato non c'è nulla, informerei prima la Rai"

Raggiunto dall'Adnkronos il direttore del Tg1 risponde alle indiscrezioni stampa. Osservatorio di Pavia: "Tg1 Chiocci unico in 15 anni con tempo parola opposizione superiore a governo"

Gian Marco Chiocci
Gian Marco Chiocci
30 agosto 2025 | 11.16
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Raggiunto dall’Adnkronos Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, risponde alle indiscrezioni stampa che lo vorrebbero prossimo portavoce della premier Meloni. “Sì, ho letto queste indiscrezioni stampa. Di vero c’è solo che nei giorni scorsi la premier mi ha sondato informalmente per capire una mia eventuale, futura, disponibilità nella gestione della comunicazione, affiancando il collega Fabrizio Alfano che segue già tutta la comunicazione di Palazzo Chigi e del Consiglio dei Ministri. Una chiacchierata, come tante altre in questi mesi, a cui non è seguita assolutamente alcuna decisione da parte mia. E’ ovvio che qualora dovessi prenderla in considerazione ne informerei per tempo prima l’azienda dimettendomi conseguentemente da direttore del Tg1. Ma allo stato, ripeto, non c’è nulla”.

Era stato 'Il Foglio', stamattina, a riportare la notizia del vicino addio di Chiocci alla direzione del Tg1 per diventare portavoce di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. "La premier - scrive il quotidiano - vuole dare più forza alla comunicazione inaugurando la seconda fase del suo governo: quella che guarda alle elezioni del 2027. E magari cercare di costruire anche un rapporto migliore con la stampa (alla Casa Bianca, come si sa, si è vantata di non parlare con i giornalisti italiani). Chiocci è considerato dalla presidente del Consiglio una persona di assoluta fiducia. Un amico e un consigliere, oltre che un cronista di razza in grado di gestire i casi più complicati (come la fatale intervista che fece all’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano proprio ai microfoni del Tg1 lo scorso anno)".

Osservatorio di Pavia: "Tg1 Chiocci unico in 15 anni con tempo parola opposizione superiore a governo"

Più tempo di parola all'opposizione che al governo. E' il 'record' del Tg1 diretto da Gian Marco Chiocci, unico telegiornale della rete ammiraglia a conseguire un simile risultato negli ultimi 15 anni, come emerge da una rilevazione dell'Osservatorio di Pavia che analizza la serie storica mensile della percentuale di tempo in voce dedicato a esponenti del Governo e delle Opposizioni all’interno delle edizioni del Tg1, dal gennaio 2010 al luglio 2025, secondo i criteri e le definizioni stabiliti dall’Agcom. E' stato lo stesso direttore Chiocci a diffondere il report in una breve riunione tenuta in tarda mattinata con la redazione dopo le indiscrezioni pubblicate dal Foglio secondo cui sarebbe in procinto di assumere l'incarico di portavoce della premier Meloni.

Come già anticipato all'Adnkronos, Chiocci avrebbe ribadito ai suoi che allo stato degli atti "non c'è nulla" di concreto in queste indiscrezioni, rassicurando i giornalisti. Nel corso dell'incontro, Chiocci avrebbe inoltre rivendicato i risultati della sua direzione, spiegando tra l'altro che l'Osservatorio di Pavia, quindi un ente terzo rispetto alla Rai, ha certificato come il 'suo' Tg1 sia il più equilibrato degli ultimi 15 anni e quello che ha dato maggiore spazio all’opposizione.

In particolare, secondo il report dell'Osservatorio di Pavia consegnato da Chiocci ai redattori, negli ultimi 15 anni "la media del tempo di parola risulta pari al 33,5% per il Governo e al 22,7% per le Opposizioni". Tuttavia, "nel corso del periodo della ultima direzione del Tg1 (giugno 2023-presente) la media della quota di tempo in voce dedicata al Governo è stata del 22,9%, inferiore di un terzo a quella media dedicata all’Esecutivo nel quindicennio in oggetto (33,5%), e, a maggior ragione, a quella dedicata al Governo dalle direzioni precedenti della Testata, sempre nel periodo considerato (35,2%). La quota di tempo in voce dedicata alle Opposizioni dal Tg1 durante la presente direzione (32,1%) è superiore di poco meno di un terzo a quella media totale del periodo (22,7%)". Inoltre, rileva l'Osservatorio, "se si prendono in considerazione solo i periodi in cui vi è stata una dialettica parlamentare ordinaria, al di fuori, quindi, dei governi tecnici di larghe intese (Monti e Draghi), la media di tempo in voce dedicata alle Opposizioni dalle direzioni precedenti è stata del 27,7%. Il tempo dedicato alle Opposizioni dalla presente direzione, quindi, risulta superiore del 15% a quella dedicata alle Opposizioni dalle direzioni precedenti".

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