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Quirinale 2022, seconda fumata nera

25 gennaio 2022 | 18.58
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Le schede bianche sono state 527. Il centrodestra ha proposto Pera, Moratti e Nordio. Pd-M5S-Leu: "Passo avanti ma su questi nomi non può esserci larga condivisione"

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(Fotogramma/Ipa)

A vuoto, come previsto, anche il secondo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica. Le schede bianche sono state 527 ma con 39 preferenze il più votato è risultato l'attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ieri aveva ottenuto 16 consensi nelle elezioni per il Quirinale insieme a Paolo Maddalena che ne guadagna 3 rispetto alla prima votazione. 38 le schede nulle, 125 i voti dispersi.

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Come ieri i presenti e i votanti sono stati 976. Hanno ottenuto voti anche i deputati Renzo Tondo, 18; Roberto Cassinelli, 17; Ettore Rosato, 14. Per Umberto Bossi 12 preferenze, per i ministri Marta Cartabia e Giancarlo Giorgetti, 8, come Luigi Manconi, indicato oggi da Sinistra italiana ed Europa Verde.

Sette i voti per Silvio Berlusconi e per il sottosegretario all'Editoria, Giuseppe Moles; 6 per Nicola Gratteri e Pierluigi Bersani, 5 per Serafino Generoso e per il senatore della Lega Cesare Pianasso; 4 per il presidente del Consiglio Mario Draghi, per il patron della Ternana, Stefano Bandecchi, per Marco Cappato, per il direttore dell'Adnkronos, Gianmarco Chiocci, per il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, per Enrico Ruggeri, per il deputato Eugenio Sangregorio.

Tre i voti per la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per il direttore del Dis, Elisabetta Belloni, per il giudice costituzionale Giorgio Prosperetti, per l'ex presidente del Copasir, Raffaele Volpi, per Francesco Rutelli e Alberto Angela, per la deputata Maria Teresa Baldini, per Giorgio Lauro; 2 per Fulvio Abbate, Giuliano Amato, Pier Ferdinando Casini, Nicola Armaroli, Alessandro Barbero, Massimo Giletti, Giuseppe Chinè, Ulisse Ianni, Ugo Mattei, Cesare Mirabelli, per il senatore della Lega Tony Chike Iwobi, per Antonio Razzi, Claudio Sabelli Fioretti, Giulio Tremonti.

Il terzo scrutinio è in programma domani alle 11.

VERTICE CENTRODESTRA - Oggi il vertice del centrodestra si è concluso con la proposta come candidati per il Colle dei nomi di Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio. "Il vertice di centrodestra è stato lungo e proficuo. Il centrodestra è compatto e siamo uniti, ci muoviamo all'unisono dall'inizio alla fine", ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, alla conferenza stampa nell'Auletta di gruppo per la presentazione dei nomi per il Quirinale.

"Tutto ciò è possibile grazie al fatto che il presidente Berlusconi con uno straordinario atto di generosità, lealtà e responsabilità ha preferito sgombrare il campo dalla sua candidatura, pur avendo titoli e numeri, per evitare di bloccare il Paese e il Parlamento sul no pregiudiziale" ha affermato Salvini. "Io mi siedo a dialogare offrendo profili di alto livello - ha sottolineato - Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio non hanno una tessera di partito in tasca, non sono organici a nessun partito. Speriamo non ci siano no preventivi, vorremmo entrare nel merito della discussione. Dal 1992 ad oggi sono diventati presidente della Repubblica personaggi che avevano una connotazione politica e culturale se non partitica".

Domani, prima del terzo voto alla Camera per il Colle, il centrodestra dovrebbe tornare a riunirsi per valutare la strategia da tenere in Aula. Nel summit i leader dovranno decidere se votare già nel terzo scrutinio un nome della loro terna, si parla di Carlo Nordio, per verificare innanzitutto la tenuta della coalizione. Domani, a quanto apprende l'Adnkronos, dovrebbe essere indicato l'ex magistrato e poi si valuterà dalla quarta votazione in poi, quando il quorum si abbassa, se convergere su Elisabetta Alberti Casellati.

VERTICE CENTROSINISTRA - Il centrosinistra ha scelto di non contrapporre una sua rosa di candidati. "Riconfermiamo la nostra volontà di giungere ad una soluzione condivisa su un nome super partes e per questo non contrapponiamo una nostra rosa di nomi" si legge nella nota congiunta Pd, M5S e Leu dopo il vertice con Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza con i rispettivi capigruppo.

"Prendiamo atto della terna formulata dal centrodestra che appare un passo in avanti, utile al dialogo. Pur rispettando le legittime scelte del centrodestra, non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi la larga condivisione in questo momento necessaria" è scritto nella nota. "Nella giornata di domani proponiamo un incontro tra due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte".

"Stanotte si lavora, tutta notte. Contatti e incontri, tra i leader delle due coalizioni in attesa di trovare una soluzione. Che va cercata in queste ore e ancor prima dell'incontro di domani tra le due delegazioni ristrette" di centrodestra e centrosinistra, dice all'Adnkronos uno dei leader coinvolti nelle trattative in corso per arrivare a un nome condiviso sul Quirinale.

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