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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

27 marzo 2014 | 10.28
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Roma, 27 mar. (Labitalia) - "Sono profondamente grato a Sua Santità per aver manifestato la volontà di ricevermi. Il Santo Padre ha ispirato le genti di tutto il mondo e anche me col suo impegno per la giustizia sociale e il suo messaggio di amore e compassione, specialmente per le persone che, tra tutti noi, sono più povere e vulnerabili. Lui non si limita a proclamare il Vangelo: lui lo vive". Così il presidente degli Stati Uniti Uniti in un'intervista a 'Il Corriere della Sera'. "Negli Stati Uniti, negli ultimi decenni, abbiamo assistito -spiega-a una forte crescita del gap tra i guadagni di coloro che hanno già i livelli di ricchezza più elevati e la famiglia media. E' diventato anche più difficile per gli americani che lavorano duro risalire la scala del benessere e garantire una vita migliore alle loro famiglie. E questo non è di certo solo un problema degli Stati Uniti: è una questione che ritroviamo in molti Paesi di tutto il mondo. E' non è solo un problema economico: al fondo di tutto c’è una questione etica".

"L'incontro di ieri a Bruxelles col presidente Van Rompuy e col presidente Barroso - fa notare - è stato per me un'occasione preziosa per riaffermare i legami straordinari tra l'Unione europea e gli Stati Uniti. Il fatto che l’Expo si tenga proprio in Italia è un riflesso della forte leadership che l’Italia ha esercitato per molti anni nella lotta contro la fame e la malnutrizione. Trovo moralmente oltraggioso che nel 2014 ci siano ancora centinaia di milioni di persone nel mondo che soffrono l’ingiustizia di vivere senza abbastanza cibo per sfamarsi. L'Italia non solo contribuisce a un rilevante numero di iniziative di peacekeeping, ma guida anche la forza internazionale in Libano. E il primo ministro Renzi, scegliendo la Tunisia per il suo primo viaggio all’estero, ha mandato un importante messaggio circa l’impegno del suo Paese nella regione".

"Il presidente Obama trova un'Italia che vuole cambiare e che intende continuare ad essere solida nell' amicizia con gli Stati Uniti". Così, il premier Matteo Renzi, in un colloquio con 'Il Messaggero'. "Dall'Afghanistan, alla Siria passando per la Libia, stiamo rispettando tutti gli impegni", sostiene Renzi che, invece, rimanda ogni decisione "all'indagine conoscitiva avviata dalla commissione parlamentare" che dovrebbe arrivare la prossima settimana sul suo tavolo. Nel frattempo provvede il ministro degli Esteri Federica Mogherini a spiegare che "sulle spese militari partiamo dalle esigenze e dalle minacce, capiamo cosa ci serve e facciamo una revisione che non riguarda solo gli F35".

"Resto orgoglioso di aver combattuto una battaglia razionale nel momento in cui la razionalità è un bene che anche il mio partito mette da parte a favore di proclami che celano il vuoto. Fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Antonino Saitta, presidente pd della Provincia di Torino e dell' Unione delle Provincie italiane. "Il governo Monti -osserva- aveva agito in modo più serio accogliendo in buona sostanza la proposta del dimezzamento delle Province, unito all' accorpamento degli uffici periferici dello Stato. Prefetture, questure, provveditorati, motorizzazioni. Quella era la strada giusta".

"La missione in Italia del presidente ha come focus, a parte le questioni di politica internazionale, soprattutto la conferma ufficiale della partecipazione all'Expo". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore' il consigliere delegato di American Chamber of Commerce in Italy, Simone Crolla. Riferendosi all'investimento privato Us Pavillon, il padiglione americano per l'Expo 2015, fa notare che "è un vero investimento degli Stati Uniti in Italia, e contiamo che alcune delle aziende che parteciperanno, e che per ora non si sono stabilite in Italia con proprie presenze dirette, coglieranno l' occasione per sbarcare nel nostro paese. La mia soddisfazione più grande sarà proprio questa, di riuscire a portare nuove realtà economiche in Italia grazie a questo straordinario progetto, perché nel frattempo avrà conosciuto la migliore Italia, quella sarà dentro l'Expo".

"Nell'immediato l'intenzione è quella di intervenire su tutta la dirigenza, compresi i settori della difesa, della sicurezza e degli esteri. Parliamo di un monte retributivo di 28,5 miliardi di euro. L'idea, per dare subito un segnale, è quella di introdurre misure di riduzione differenziate, inversamente proporzionali agli aumenti decisi negli anni, senza controlli. In questo caso, nell'esempio di prima, ai diplomatici toccherebbe una percentuale di riduzione più elevata". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', il sottosegretario alla Pubblica amministrazione, Angelo Rughetti.

"La mobilità dei dirigenti -avverte- dovrà diventare ordinaria. Oggi la mobilità intercompartimentale è intorno al 3%. Questo vuol dire che in alcuni settori è pari allo zero per cento, in altri oscilla tra il 4% e il 5%. Il dirigente deve essere un dipendente della Repubblica, e non legato a doppio filo a un solo ente. Non ci dovranno essere più capi dipartimento per 20 anni in una amministrazione. Non solo. Un capo dipartimento potrà andare in un altro ente e avere un altro incarico".

"Noi suggeriamo che la prima cosa da fare è che la spesa sanitaria debba essere finalmente ricondotta a ragione individuando gli effettivi costi di ogni prestazione e riconducendo a questo parametro le spese ospedaliere di tutto il Servizio sanitario nazionale". Così, in un intervento su 'Il Tempo', il presidente della Fondazione Roma Emmanuele Emanuele. "Insieme a questo intervento varrebbe la pena di concentrarci - sostiene - sulla vendita del patrimonio pubblico improduttivo. Più volte si è ipotizzata la creazione di una società a carattere pubblico-privato garantita dallo Stato, che possa lanciare prestiti obbligazionari da sottoscrivere e il cui ricavato sia destinato all'abbattimento del debito. Sarebbe il momento di procedere".

"Partiamo dall'università, il luogo che conosco meglio. Oggi ci sono i Tfa ordinari, quelli speciali, i Pas, le vecchie Ssis, una follia. Detto che il prossimo tirocinio formativo lo confermerò, perché non voglio fermare nulla di ciò che si muove, mi attiverò subito per varare un' unica forma di abilitazione a professore entro il 2018. I tirocini andranno fatti nel corso dell'ultimo anno di laurea magistrale, è già così all'estero. I candidati non sprecheranno mesi ad aspettare la data di riapertura di questa fisarmonica che è ormai un concorso e potranno formarsi per insegnare già durante gli studi". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.

"Questo governo tornerà a finanziare università e scuola -rimarca- senza soldi non si fa nulla. Soprattutto, ogni ateneo saprà di quanto potrà disporre dall'estate precedente, non più a fine stagione. Daremo forza a tutte le materie umanistiche, filosofia compresa. Alla storia dell'arte. Alla musica. Ci sono cinque milioni per l'alta formazione artistica, i conservatori. E dobbiamo rafforzare la diffusione di base".

"Gli impegni vanno rispettati, tutti. Per noi stessi, non perché ce lo chiede l'Europa. Noi non siamo vincolati solo a Maastricht, ma anche al fiscal compact. Dunque tutti gli scostamenti eventuali dal sentiero di risanamento strutturale programmato vanno approvati dal nostro Parlamento prima ancora che dalla Commissione europea. Per un Paese con un debito gigantesco e una crescita zero come il nostro i risultati fin qui raggiunti con tanti sacrifici vanno difesi. Aggiungo che siamo sotto osservazione continua dei mercati, che oggi ci scrutano con sguardo benigno, ma domani potrebbero cambiare atteggiamento, tra una crisi esplosiva come quella ucraina e una politica monetaria americana che potrebbe riportare in alto i tassi di interesse". Così, in un'intervista a 'La Repubblica' il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

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