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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

17 novembre 2014 | 09.59
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Sacconi: "Con il Jobs act si darà vita ad un regime che incoraggerà i datori di lavoro ad assumere con i contratti a tempo indeterminato".

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"Il piano europeo di investimenti da 300 miliardi, il cosiddetto piano Juncker, è molto importante ma potrebbe non bastare per far ripartire la crescita, in particolare in Italia. Ci vuole anche altro". Così, in un'intervista a 'Il Corriere della Sera', Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti. "E' difficile coinvolgere -ammette- i privati, ma se si ottengono fondi europei, la Cdp potrebbe anticipare i finanziamenti, con la garanzia dello Stato, in modo da far partire subito i cantieri".

"Con il Jobs act si darà vita ad un regime che incoraggerà i datori di lavoro ad assumere con i contratti a tempo indeterminato ed è questo il vero obiettivo che ci siamo dati". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero', Maurizio Sacconi presidente della commissione Lavoro al Senato.

"Io penso che come -avverte- in tutti i Paesi europei dobbiamo avere una legislazione semplice e chiara che deve consentire al datore di lavoro, a certe condizioni e quindi pagando quando non abbia una robusta giusta causa, di risolvere il rapporto di lavoro".

"Aderire a una rete permette agli imprenditori di collaborare su progetti di sviluppo condivisi mantenendo la propria autonomia imprenditoriale attraverso uno strumento semplice e flessibile non legato a logiche dimensionali o di territorio". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Aldo Bonomi, presidente di RetImpresa-Confindustria. "Per rafforzare la rete -avverte- e far sì che sempre più imprenditori la scelgano come modus operandi facendo un vero e proprio salto culturale è necessario mettere in campo iniziative nuove e risorse adeguate".

"Precisando che i sondaggi possono anche sbagliare rispondo che io non mi chiamo Matteo e non mi candido. Il mio mestiere è nel sindacato, un sindacato che il governo vorrebbe sminuire e confinare nelle aziende, ma che invece ha un ruolo politico e deve poter dire la sua, sul lavoro e non solo". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Maurizio Landini segretario generale della Fiom. "Siamo in presenza di un governo che chiede una delega in bianco -rimarca- di dubbia costituzionalità e che di fatto esenta il Parlamento del suo ruolo. Un governo che vuole cambiare il lavoro senza discuterne con le organizzazioni sindacali che rappresentano milioni di lavoratori, e senza tener conto di chi ha scioperato. Un governo che non è stato eletto dal popolo su questo programma, e un partito di maggioranza che non ha ancora capito che chi lo ha votato ora è contro di lui".

"L'agroalimentare è più forte di tanti altri settori. Inoltre devo dire che alcuni provvedimenti per la difesa delle produzioni made in Italy permettono ai produttori di fare ottimi passi in avanti. Uno tra tutti, il provvedimento approvato dal Parlamento è l' anti-rabocco dell'olio in bar, ristoranti e trattorie, che, se fatto va a discapito dei produttori e dei consumatori che ne perdono in qualità. E così anche gli ultimi provvedimenti fatti sulla proporzione delle arance nelle bibite gassate, dove il limite minimo di frutta è stato portato dal 12 al 20%. Un' ottima opportunità". Così, in un'intervista a 'Il Corriere del Mezzogiorno, Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania.

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