cerca CERCA
Sabato 28 Maggio 2022
Aggiornato: 09:31
Temi caldi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

12 maggio 2014 | 10.05
LETTURA: 7 minuti

alternate text

Roma, 12 mag. (Labitalia) - Le lobby economiche ("compresa la Lega delle Cooperative") e la rete di potere di Formigoni e dei suoi uomini di Infrastrutture Lombarde. "Per questi mondi io costituivo un ostacolo e per questo sono stato fatto fuori dalla partita". Lo dice Stefano Boeri - architetto di fama internazionale ed ex assessore alla Cultura e a Expo nella giunta Pisapia- al 'Corriere della Sera'. A Boeri è stata prima sfilata la delega all' esposizione e poi, in un secondo momento, è stato «dimissionato» dalla giunta. "Rispetto a Mani Pulite -aggiunge Boeri- ci sono delle differenze evidenti. Un tempo i soldi arrivando dalle grandi imprese andavano ai partiti. Oggi circolano solo risorse pubbliche che non vanno direttamente ai partiti ma ad alcuni centri di potere in collegamento coi partiti. Mi sembra, semmai, che questa vicenda assomigli di più alle inchieste che hanno interessato vicende come il G8. Però mi faccia dire che non si tratta solo di malcostume privato. Su Expo si sono create le condizioni ideali perché questo meccanismo di corruzione si mettesse in moto".

"Neppure una Repubblica delle Banane" potrebbe decidere coscientemente di fare una figuraccia internazionale, rinunciando ad Expo, nonostante gli scandali che la stanno scuotendo. Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia lo dice a 'La Repubblica'. "Cantone -spiega- è una persona di grande valore, con lui la squadra sarà più forte". Ma l'Esposizione si può ancora fare in queste condizioni? "Si deve fare. Come tutti sanno è un impegno che io ho ereditato, dunque non difendo me stesso. Ma da tempo, ormai, non è più possibile parlare di scelta: Expo è un impegno solenne che l' Italia ha preso con il mondo e che va onorato. Ci sono oltre 140 Paesi che si stanno preparando a intervenire, neppure una Repubblica delle banane potrebbe tirarsi indietro a questo punto senza distruggere la sua reputazione. La credibilità di un Paese è un patrimonio inestimabile, se alzassimo bandiera bianca sarebbe compromessa per sempre. Non è una questione milanese o lombarda, è un questione nazionale. Lo dico con forza, il naufragio di Expo sarebbe una rovina per tutti".

Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi su 'La Repubblica' dà del "millantatore" a Gianstefano Frigerio, colui che nelle intercettazioni sull' Expo 2015 lo ha tirato in ballo tra i referenti politici della cricca delle tangenti. "Non lo vedo da quattro anni, è imbarazzante doversi giustificare per qualcosa che non sta né in cielo né in terra" afferma l' esponente del Nuovo Centrodestra. Che rilancia: "Noi non molliamo, andiamo avanti per realizzare l' Expo nei tempi stabiliti e nella lotta contro l' illegalità". "La circostanza più spiacevole -aggiunge- è doversi giustificare per cose che non sono minimamente accadute. È tutto davvero imbarazzante, la mia reazione è stata uguale a quella di tutti gli italiani: stiamo mostrando al mondo che non siamo capaci di realizzare una grande opera come l' Expo senza sporcarci con la corruzione".

L'ecommerce ha buone prospettive in Italia, soprattutto per il made in Italy. Ad affermarlo con il 'Sole 24 Ore' è Simona Panseri, head of communications & public affairs di Google in Italia. La società ha avviato un progetto, Made in Italy - Eccellenze in digitale, in collaborazione con Unioncamere e con il patrocinio del Mise, per promuovere la digitalizzazione delle imprese tricolori. "È un panorama molto misto, ma ci sono ancora grandissime possibilità per il digitale e, soprattutto, per l' ecommerce. Tra i Paesi del G20 l' economia internet pesa il 4% del Pil in media, con un contributo alla crescita che si aggira intorno al 21%. Per alcuni Paesi avanzati sul fronte digitale i numeri salgono al 6/7%, negli Usa ha superato il 10%. In Italia questo numero è più basso, intorno al 2% del Pil, ma prossimamente, per il 2015, si attende una crescita tra il 3,3 e il 4,3%, secondo uno studio di Boston Consulting Group."

Mario Baccini, 57 anni, romano, una lunga esperienza politica come parlamentare, vicepresidente del Senato e ministro della Funzione pubblica, è presidente dell' Ente nazionale per il microcredito. "L' Enm -dice al 'Sole 24 Ore- nasce per volere del Parlamento sulla scia dell' attivismo Onu, per elaborare soluzioni a sostegno delle idee e dello sviluppo della microimpresa con l' ausilio della Ue. Non si tratta solo di un prestito di piccolo importo, ma di un' offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari, come l' assistenza tecnica per la realizzazione dei business plan, monitoraggio, tutoraggio. In altri termini, ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l' attenzione alla persona sia nella pre-erogazione che nella post-erogazione, nonché la particolare attenzione alla validità e sostenibilità del progetto".

Angelino Alfano ministro della Giustizia parla con 'Il Giorno' delle indagini giudiziarie sull' Expo: "Il nostro auspicio -afferma-è che si tratti di casi di corruzione individuale". E al presidente del Senato, Piero Grasso, che invoca nuove norme risponde: "Abbiamo da poco approvato una legge molto severa contro la corruzione, nuove norme servirebbero qualora si dimostrasse che le vecchie sono insufficienti". "Bisogna valutare, ma una cosa è certa: faremo tutto quel che è necessario per evitare l' insorgere di casi analoghi".

Raffaele Cantone, il magistrato napoletano chiamato a marzo dal premier Renzi alla guida dell' Autorità nazionale anticorruzione e ieri alla guida della task force impegnata a vigilare sui lavori per l' importante rassegna internazionale del 2015, dice al 'Mattino': "Registro che purtroppo in Italia la politica non è riuscita in questi anni a fare dei passi in avanti. Già perché, per quanto siano molto diverse fra loro, le quattro vicende giudiziarie hanno un filo comune: la politica tarda a liberarsi da un diffuso malcostume. Non dobbiamo dimenticare infatti che stiamo parlando dell' opera pubblica più importante in questo momento in Italia, di un ex presidente del Consiglio, di un suo uomo di fiducia e di un ex ministro dell' Interno". "Non so se si tratta di un fallimento politico. -aggiunge- Di certo sono convinto che in questi anni si è sbagliato a non lavorare abbastanza sulla prevenzione. Si è clamorosamente abbassato il livello di guardia di fronte a certi fenomeni. Abbiamo ritenuto, erroneamente e con troppa tranquillità, che quei vecchi problemi fossero ormai superati e alle nostre spalle. E non abbiamo messo in campo i meccanismi necessari per evitare che certi episodi si ripetessero".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza