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Recovery, Draghi: "Ok da Bruxelles"

24 aprile 2021 | 19.31
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Lo ha detto a quanto si apprende il premier, aggiungendo che il "confronto continua su questioni marginali". Proroga del Superbonus fino al 2023 sarà in manovra, l'impegno del ministro dell'Economia

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Recovery, disco verde da Bruxelles: la discussione va ora avanti con l'Europa su questioni molto marginali. Lo ha detto, a quanto si apprende, il premier Mario Draghi nel corso del Consiglio dei ministri, dove si è anche scusato per la lunga attesa che ha accompagnato la riunione, inizialmente convocata per le 10 di mattina. Il governo nasce come governo ambientalista ed è un bene che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) verta sulla transizione ecologica, avrebbe detto il premier secondo quanto riferiscono fonti all'Adnkronos, perché "senza la vocazione ambientale e digitale di questo Governo, questo Piano non sarebbe mai stato accettato dalla Commissione Europea". Un piano in cui il 40 per cento dei fondi sono destinati al Sud.

Raccontano di un Mario Draghi soddisfatto del clima positivo all'interno del Cdm che ha ascoltato l'informativa del ministro dell'Economia Daniele Franco sul Piano prima dell'invio a Bruxelles. Ora dobbiamo confrontarci in Parlamento. Il premier avrebbe sottolineato, ora, l'importanza di andare in Aula per sottoporre il piano sul Recovery al giudizio di Camera e Senato, lasciando intendere che si tratta di un testo non blindato, ma aperto a migliorie. Draghi, riferiscono alcuni ministri, avrebbe assicurato che il passaggio alle Camere del Piano sarà fatto nel rispetto delle prerogative parlamentari.

Superbonus

Il ministro dell'Economia nel corso del Cdm ha individuato nella prossima manovra la 'sede' delle risorse per le coperture del superbonus edilizio fino al 2023 chiesto a gran voce dal M5S e da Forza Italia. "Soddisfazione del M5S per il superbonus edilizio, che avrà copertura fino al 2023" riferiscono fonti pentastellate. "Il Pnrr segna un passaggio storico, senza transazione ecologica e digitale non avremmo mai tutte queste risorse, come spiegato dallo stesso premier nel corso del Cdm". A chiedere la proroga del superbonus fino al 2023 anche i ministri di Forza Italia che hanno, inoltre, sottolineato l’importanza di implementare i fondi per il piano infanzia e per gli asili nido. Soddisfazione è stata espressa dai ministri azzurri per le molte risorse stanziate per il Sud e per la riforma della Pubblica amministrazione e per il coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali nella fase di attuazione del piano. Anche il Pd, si apprende, esprime soddisfazione per la proroga del Superbonus.

La 'norma Letta'

Qualcuno l'ha ribattezzata la 'norma Letta'. Nel testo del Piano, discusso in Cdm, raccontano, ci sarebbe la norma sulla condizionalità per donne e giovani. Tradotto: ciascun progetto del Recovery dovrebbe avere una 'quota' obbligatoria per l’assunzione di donne e giovani. Una ipotesi, affermano fonti Pd, che esprimono soddisfazione per questa decisione, rilanciata oggi dal segretario Enrico Letta, e da altri esponenti Dem sulle quote occupazionali a favore di giovani e donne per tutti i progetti collegati a Next Generation Eu.

Lega non alza i toni

Stavolta nessuno 'strappo', nessuna impuntatura. Durante il Cdm la Lega, raccontano fonti governative, avrebbe usato toni più concilianti con il premier Mario Draghi. Giancarlo Giorgetti si sarebbe limitato a soffermarsi sugli aspetti di sua competenza. E il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, avrebbe fatto un intervento, apparso ai più, molto collaborativo.

La telefonata

A sbloccare l'iniziale impasse sul Recovery Plan italiano, a quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe stata stata una telefonata nel pomeriggio di sabato tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e il premier Mario Draghi. Intervenendo in prima persona, con una chiamata a Von der Leyen, il presidente del Consiglio avrebbe sciolto alcuni nodi, legati a una serie di passaggi del Piano, compreso il capitolo delle riforme che l'Italia dovrà attuare per accompagnarlo.


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