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Renzi a Detroit: "Sulla riforma del lavoro non c'è il rischio di spaccature nel Pd"

26 settembre 2014 | 20.44
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Il presidente del Consiglio in visita agli stabilimenti Fiat-Chrisler: "La mia unica preoccupazione è ridurre i disoccupati". Marchionne: "Ha un'agenda enorme davanti, il Paese è da ricostruire". Della Valle attacca il premier: "Ha fatto tilt. Il monito dei Vescovi: "Basta slogan". Poletti: "Il Governo non cadrà"

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Renzi e Marchionne (Foto Flickr - Palazzo Chigi)

Il premier Matteo Renzi esclude spaccature del Pd sulla riforma del mercato del lavoro. In una conferenza stampa a Detroit, il presidente del Consiglio, in visita agli stabilimenti Fiat-Chrisler, prima scherza, chiedendo se la domanda sia per lui o per Sergio Marchionne seduto al suo fianco, poi scaccia i fantasmi di divisioni all'interno dei Dem con un sorriso, tagliando corto: ''Non vedo questo rischio''.

"Ci attrezzeremo nelle prossime ore a presentare un progetto organico" di riforma del lavoro, "non di un solo articolo, ma del mondo del lavoro per i prossimi 20 anni", annuncia specificando che il progetto sarà presentato lunedì.

''Io - sottolinea - non sono interessato alla discussione tra le correnti politiche, ma a ridurre la disoccupazione. Non mi interessa cosa pensa questo o quell'esponente del mio partito, ma di restituire un po' di lavoro al Nord come al Sud. La mia unica, grande e straordinaria preoccupazione è solo ridurre il numero di disoccupati in Italia e per far questo faremo tutto il necessario''.

Parlando di Fiat, Renzi afferma: è una "grande azienda con capacità globale. Una scommessa che ci piace, l'idea del made in Italy che vogliamo supportare e difendere".

Il presidente del Consiglio incassa l'appoggio di Marchionne, che sottolinea: "L'agenda che ha davanti il premier Matteo Renzi è enorme: il Paese è veramente da ricostruire. Bisogna ricominciare oggi a farlo".

"La cosa importante - continua - è avere il coraggio di andare avanti senza farsi intimidire e senza farsi impressionare dagli altri", aggiunge Marchionne sottolineando la necessità di fare "le cose giuste per il Paese" dal punto di vista "dell'equità e della giustizia".

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