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Il retroscena

Renzi lavora al dopo Guidi, ma la pratica Mise è in 'stand by'

03 maggio 2016 | 17.00
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Matteo Renzi (Fotogramma)

Resta in 'stand by' la pratica del nuovo ministro dello Sviluppo economico, che qualcuno aveva dato per risolta già oggi. Matteo Renzi sta lavorando alla dossier Mise, forte della promessa e anche della sua intenzione di chiudere al più presto la pratica. Ma la soluzione forse richiederà un po' più tempo del previsto.

Senza escludere colpi di scena sempre possibili, anche l'agenda del premier (molto fitta) sembra dare un'indicazione per questa settimana: Renzi domani sarà alla Camera per il question time e poi sui social con il #matteorisponde (oltre che in radio alle 8). Giovedì a palazzo Chigi ci saranno la Merkel (a pranzo), Juncker, Tusk e Schulz (primo pomeriggio) e Sergio Marchionne per la nuova Giulia. Venerdì in scaletta c'è ancora Tusk, poi la consegna del premio Carlo Magno al Papa e, a Firenze, State of the Union.

"Il nome lo farò a Mattarella", ha chiarito Renzi. Ed è sempre possibile un incontro al Quirinale (come la cena che ha preceduto le nomine alle Forze armate e ai servizi dell'ultimo Cdm). Ma da varie fonti, sia parlamentari che di governo, l'indicazione che arriva è che la partita al momento non è chiusa. Anche Chicco Testa, dato per certo qualche giorno fa, viene inserito con altri nel totonomi in cui rientra sempre Claudio De Vincenti, anche se un suo ritorno al Mise appare complesso. Si è fatta strada, poi, l'ipotesi di promuovere un sottosegretario come Teresa Bellanova (da tempo nel totonomi), Antonello Giacomelli o Ivan Scalfarotto. In calo le quotazioni di altri papabili come Paola De Micheli, anche se il 'fattore rosa' è uno degli elementi di cui Renzi vorrebbe tenere conto.

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