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Via striscione con Salvini e Di Maio

08 giugno 2019 | 13.02
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La Questura di Roma precisa: "Nessun atto di censura, era posto su una parete di interesse storico culturale". Il ministro del Lavoro: "Mai chiesto rimozione, anzi lo espongo io". Il titolare del Viminale: "Non faccio guerre agli striscioni. Ho dato indicazioni, già nelle scorse settimane, di non intervenire"

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Stop a uno striscione della Uil Fpl che ritraeva una vignetta con i vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. E' successo in piazza del Popolo a Roma, in occasione dello sciopero nazionale del pubblico impiego, e a riferirlo è stato il segretario il segretario generale Uil Fpl, Michelangelo Librandi. Lo striscione di 108 mq riportava un dialogo in dialetto romanesco tra i due vicepremier: "Mattè - dice Di Maio a Salvini - dicono che mettese contro il sindacato porta male", "Sì Gigino, lo so, infatti mi sto a portà avanti col lavoro", risponde Matteo Salvini mentre si fa un selfie con la maglia blu della Uil Fpl. "Questa mattina - ha spiegato Librandi - volevamo mettere lo striscione al Pincio perché molto grande. Abbiamo poi provato a metterlo per strada ma è intervenuta la Digos dicendo che visto che questo striscione era contro i due vicepremier, non poteva essere aperto". Il manifesto è stato poi portato in piazza del Popolo al gazebo della Uil e "mi dicono che ci sono delle persone della Digos che ci piantonano perché non lo dobbiamo aprire". Lo striscione, ha commentato Librandi, è "ironico. Non mi sembra che ci sia nulla di offensivo". Nella vignetta, ha concluso, "abbiamo ripreso una frase che dice spesso Barbagallo, ossia che ‘mettersi contro il sindacato porta sfortuna’".

Immediate le reazioni. "Spero che la vicenda dello striscione 'vietato' alla manifestazione di oggi non sia vera o frutto di un equivoco, altrimenti sarebbe un fatto gravissimo da chiarire con estrema urgenza" ha scritto su Twitter Andrea Orlando, deputato del Pd ed ex ministro della Giustizia. La deputata del Pd Anna Ascani ha rincarato: "Se fosse vero che la Digos ha vietato alla Uil di esporre uno striscione ironico su Salvini e Di Maio, saremmo di fronte ad una vera e propria prova di regime. Il presidente del Consiglio #Conte chiarisca subito. Le forze dell’ordine non possono essere utilizzate in questo modo". "Prima il sequestro delle lenzuola sui terrazzi, ora il blocco degli striscioni (ironici) ai cortei - ha detto Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana - Immagino che la prossima mossa sarà bloccare del tutto manifestazioni e scioperi, poi forse gli arresti preventivi? Salvini e Di Maio non è che state esagerando? O sta esagerando chi vuole apparire prono ai vostri desiderata? È ora di darsi una calmata, per davvero. Nei piani alti della politica e negli apparati dello Stato". “Perché fino ad oggi - ha proseguito l’esponente della sinistra - vi siete coperti di ridicolo ma il passo verso qualcosa di ben più grave è molto breve. Siamo certi che il questore di Roma e il Capo della Polizia - ha concluso Fratoianni - chiariranno al più presto quanto avvenuto oggi alla manifestazione di Cgil Cisl Uil. E comunque il governo dovrà spiegare questi continui svarioni...”.

La Questura di Roma, in merito alle notizie su "un presunto 'blocco di uno striscione contro di Maio e Salvini' nel corso della manifestazione del pubblico impiego" ha precisato che non si è trattato di "alcun atto di censura, come erroneamente da alcuni denunciato". "Questa mattina, personale impiegato nel servizio di ordine pubblico, predisposto in occasione della manifestazione in favore del rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti pubblici, ha esortato alcuni manifestanti, appartenenti al sindacato della Uil, a rimuovere uno striscione posto su una parete di interesse storico culturale, in via Adamo Mickiewicz, nei pressi del Pincio - ha ricostruito la Questura - Nessuna valutazione è stata fatta circa l’aspetto contenutistico, ma, si è ritenuto che lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico, così come previsto dall’articolo 49 del Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, dove espressamente si vieta il collocamento o l’affissione di cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelate come Beni culturali". "È inoltre prevista una comunicazione preventiva ai competenti uffici del Comune nel caso in cui si voglia procedere a tali esposizioni che, nella circostanza, non è stata effettuata, così come confermato dagli uffici capitolini - ha concluso - Lo striscione è stato poi ripiegato autonomamente dai manifestanti e lasciato nella loro libera disponibilità".

A intervenire è stato poi lo stesso Di Maio: "Giusto per chiarire e senza alcuna polemica: non ho mai chiesto e non mi sarei mai sognato di chiedere la rimozione di uno striscione che, ironicamente e pacificamente, critica il governo. La libertà di pensiero vale sempre". "Questo è un principio che, come MoVimento 5 Stelle, per primi, abbiamo sempre difeso e che continueremo a difendere. Che ad esporlo siano le sigle sindacali o chiunque altro non importa, ognuno ha il diritto di esprimere le proprie idee nel rispetto del decoro e della legge. Lo dice la nostra Costituzione e non dobbiamo dimenticarlo. A dimostrazione di quel che dico, quello striscione lo espongo io. Eccolo. Evviva la libertà", ha concluso Di Maio postando la foto su Facebook.

"Mi occupo di lotta alla mafia, alla camorra, alla droga, ai trafficanti di esseri umani e non faccio guerre agli striscioni - ha commentato Salvini - Infatti ce ne sono ovunque e di ogni tipo. Ho dato indicazioni, già nelle scorse settimane, di non intervenire. Rispetto ovviamente la scelta della Questura di Roma così come rispetto le forze dell’ordine che proteggono gli italiani dalla mattina alla sera".

Librandi ha definito "irreale" la ricostruzione della Questura, "non corrisponde ai fatti accaduti. Nessuno, tantomeno un sindacato come il nostro, sta accusando gli agenti che hanno rimosso lo striscione, ma riteniamo grave e lesivo della libertà di pensiero e di critica al Governo sulle non-politiche portate avanti sul pubblico impiego. Piuttosto che rispondere sullo striscione, con cui avremo modo, ci auguriamo, di discuterne con lo stesso Questore, ci aspettiamo risposte chiare per i lavoratori e le lavoratrici che erogano servizi pubblici".

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