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Ruby ter, pm: "Berlusconi da amico di Putin a grande anziano"

18 maggio 2022 | 10.20
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"Ex premier ospitava gruppo di odalische, schiave sessuali"

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"La tesi difensiva è che i pagamenti siano fatti per una sorta di perdita di chance" per lo scandalo "che ferma le carriere" delle ragazze dimenticando che "non lavoravano neanche prima dello scandalo. Non avrebbero lavorato e non lavoravano adesso: sono state pagate perché non hanno detto la verità". E’ uno dei passaggi della requisitoria del pm di Milano Luca Gaglio che insieme all’aggiunto Siciliano ha tenuto la prima parte della discussione (di due) del processo Ruby ter. Bisognerà attendere la prossima udienza, in calendario il 25 maggio, per sentire le richieste di condanna per Silvio Berlusconi e gli altri 28 imputati accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza nel processo Ruby ter.

L’udienza di oggi ha visto la ricostruzione, da parte dei due magistrati, di tutti gli elementi raccolti contro Berlusconi per "fatti consegnati alla storia" ossia di come l’allora presidente del Consiglio "ospitava un gruppo di odalische, schiave sessuali che a pagamento lo divertivano, allietavano le sue serate". Quel ‘bunga-bunga’ diventato espressione comune cela come intorno ad Arcore, palazzo Grazioli e villa San Martino "succede qualcosa di medioevale, 'boccaccesco', moralmente discutibile, incredibile".

Quelle cene eleganti tornano così protagoniste nel processo Ruby ter che dopo 8 anni sta per mettere la parola fine al primo grado, un tempo che indica un "fallimento" della giustizia e che restituisce un imputato che da "un uomo che poteva avere il mondo ai suoi piedi", che "si accompagnava con amicizie come quella con Putin che sta mettendo in ginocchio il mondo", oggi "è un grande anziano, malato, perché le certificazioni prodotte mostrano un quadro di patologie". Un uomo – "un sultano" a cui si offrivano "giovani ragazze" poi pagate, a dire della pubblica accusa, per dire il falso. Soldi, utilità - "Non è logico ritenere che siano state ottenute a titolo gratuito" - su cui la procura ha prove documentali ed è certa di poter dimostrare la colpevolezza di Berlusconi.

Ci sono voluti 8 anni per arrivare alla prima sentenza del caso Ruby ter, allora l'imputato Silvio Berlusconi era "un uomo che poteva avere il mondo ai suoi piedi", un presidente del Consiglio che "si accompagnava con amicizie come quella con Putin che sta mettendo in ginocchio il mondo", ma "oggi è un grande anziano, malato, perché le certificazioni prodotte mostrano un quadro di patologie". E' uno dei passaggi della requisitoria del procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano.

Per la pm, l'allora presidente del Consiglio "ospitava un gruppo di odalische, schiave sessuali che a pagamento lo divertivano, allietavano le sue serate". E' uno dei "fatti" esposti in aula. "Intorno ad Arcore, palazzo Grazioli e villa San Martino succede qualcosa di medioevale, 'Boccaccesco', moralmente discutibile, incredibile", uno dei passaggi pronunciati dal procuratore aggiunto.

Nelle serate di Arcore, continua Siciliano, emerge una "violenza grave" nei confronti delle ragazze che hanno partecipato. Il rappresentante della pubblica accusa sottolinea che alle cene partecipavano "ragazze davvero giovani" e come questo processo mostri come "se sei così bella in un modo così rapace e non hai strumenti culturali o una famiglia che riesce a proteggerti allora sei veramente una vittima predestinata di predatori di ogni genere". Uomini, personaggi "come Emilio Fede" che annusano, usano, vendono la loro bellezza. "Si offre in dono al Sultano la favorita, specificando 'mangia nel tuo piatto' ed è orribile da vedere e da sentire", spiega la pm richiamando una frase che sarebbe stata pronunciata dal giornalista televisivo nell'unica serata ad Arcore - tra il 22 e il 23 agosto 2010 - a cui erano presenti Chiara Danese e Ambra Battilana, parti civili nel processo. Per il pm c'è un "consolidato sistema prostitutivo", in particolare "si esercitava prostituzioni nelle case di Berlusconi per un periodo molto lungo".

"Se un processo può arrivare a una pronuncia di primo grado dopo 8 anni il sistema giudiziario ha fallito", ha affermato Siciliano iniziando la requisitoria del caso Ruby ter che vede imputato l’ex premier insieme ad altre 28 persone, accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Un 'ritardo' di cui non hanno colpa i magistrati che sono "sempre stati disponibili a superare qualsiasi difficoltà per portare avanti il processo e farlo velocemente", ma le ripetizioni e le sospensioni del sistema giudiziario "finiscono con essere strumenti inutilmente dilatori".

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