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Salvini: "Grazie ai magistrati ma da alcuni inchieste strampalate"

04 maggio 2019 | 14.34
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Il vicepremier nel libro-intervista di Chiara Giannini: "E' il lavoro più difficile del mondo. Io li ringrazio" e "se poi c’è qualcuno che abusa di libertà d'azione non sta a me dirlo"

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Immagine d'archivio (FOTOGRAMMA)

"Quello del magistrato è il lavoro più difficile del mondo. Io li ringrazio per quello che fanno, perché molto spesso è grazie al loro intervento che vengono sradicati tanti pericolosi fenomeni che danneggiano la nostra società. Dalla corruzione, alla lotta alla mafia, passando per i casi più concreti di cui nessuno parla mai, ma che sono poi il fulcro del lavoro quotidiano delle Procure". Lo dice il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini nel libro-intervista di Chiara Giannini 'Io sono Matteo Salvini', edito da Altaforte. "Voglio dire, quando un Pm interroga un topo d’appartamento, un rapinatore occasionale, uno scippatore, non ha certo i riflettori che vengono mobilitati per i suoi colleghi alle prese con inchieste più articolate, eppure sa che la responsabilità di restituire un po’ di giustizia alle vittime dei crimini è tutta sulle sue spalle".

"È un peso importante di un lavoro difficile che merita rispetto. Un lavoro a cui l’ordinamento assegna, com’è giusto, una significativa libertà di azione, a garanzia dell’indipendenza del potere giudiziario - aggiunge - Ecco, se poi c’è qualcuno che abusa di questa libertà non sta a me dirlo, alcuni esempi sono sotto gli occhi di tutti, inchieste strampalate e infinite, senza capo né coda, generalmente risolte dopo anni e anni di dibattimenti in clamorose assoluzioni. Credo che questi pochi casi siano un problema, in primis per la magistratura che purtroppo rischia di perdere credibilità".

BERLUSCONI - Sul Centrodestra: "Non spetta a me fare il bilancio della storia di Forza Italia ma credo che, al netto di alcune sbandate puntualmente censurate dal proprio elettorato, nel complesso si debba a questa forza politica e al suo fondatore, Silvio Berlusconi, se in Italia sono stati declinati alcuni concetti chiave della cultura liberista e della cultura garantista, senza dimenticare gli importanti successi soprattutto in politica estera che hanno caratterizzato molta parte dell’azione dei Governi a guida Berlusconi" dice il vicepremier.

MELONI - Per quanto riguarda la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, è "riuscita con grande caparbietà a far resuscitare la tradizione politica che Gianfranco Fini aveva quasi definitivamente affossato con le sue case a Montecarlo e tutto il resto" dice Salvini nel libro.

CONTE - E di "figura di grande spessore" parla poi il ministro dell'Interno, riferendosi al presidente del Consiglio. "Il suo talento nella mediazione spesso compensa la mia, a volte ruvida, linearità. Nel concreto è riuscito a raggiungere grandi successi internazionali, basti pensare l’esenzione dell’Italia dalla campagna di dazi americani contro l’Iran, una deroga che può valere miliardi di euro per le nostre esportazioni, o ancora quando mi ha supportato affinché gli immigrati della Sea Watch venissero ripartiti tra i Paesi europei".

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