cerca CERCA
Venerdì 22 Gennaio 2021
Aggiornato: 08:12

Festival

Sanremo 2021, date confermate ed enigma stampa

13 gennaio 2021 | 12.33
LETTURA: 3 minuti

L'ipotesi di un ulteriore slittamento del festival è valutabile solo ad un mese circa dalla manifestazione, se i numeri dei contagi si rivelassero ad altissimo rischio

alternate text
Immagine di repertorio Fotogramma)
(Adnkronos)

Le date di Sanremo (2-6 marzo) al momento restano confermate. Anche perché l'ipotesi di un ulteriore slittamento del festival è valutabile solo ad un mese circa dalla manifestazione, se i numeri dei contagi si rivelassero ad altissimo rischio. Nell'incertezza sulla dimensione della cosiddetta terza ondata del Covid e dei conseguenti provvedimenti governativi, sul festival pesa un'altra incognita: la presenza della stampa. L'organizzazione di una sala stampa, come l'abbiamo conosciuta prima della pandemia, è densa di pericoli. E l'unica soluzione realmente senza rischi per la salute dei giornalisti è quella di una sala stampa 'virtuale', con la conferenza stampa principale in streaming (ma con possibilità di inviare domande) e conferenze da remoto anche di tutti i cantanti protagonisti al festival. Tutte le altre ipotesi che la Rai sta formulando per una sala stampa 'in presenza' espongono a troppi rischi, nonché ad una serie di adempimenti da parte dei giornalisti che renderebbero comunque molto difficile il lavoro.

La prima, quella di una sala stampa in presenza (trasferita dal roof dell'Ariston al Palafiori), implicherebbe che per rispettare i distanziamenti Covid, non entrassero comunque più di 150-200 giornalisti (con una riduzione forte del numero degli accrediti finora concessi tra carta stampata e radio-tv e conseguenti proteste degli esclusi). Inoltre, la frequentazione di così tante persone e per tante ore al giorno, renderebbe obbligatori per la sicurezza di tutti i tamponi (almeno due durante la settimana festivaliera) e i conseguenti 'tracciamenti' che, in caso anche di un solo caso positivo, bloccherebbero diverse persone nelle loro stanze (di alberghi, case o B&B). Non solo: l'ingresso al Palafiori per evitare assembramenti, andrebbe scaglionato per fasce orarie, così come l'accesso ai servizi igienici. Sarebbero comunque enormi i problemi di sanificazione con un lasso di tempo d'apertura della Sala che va dal mattino alle prime ore del giorno dopo.

La seconda soluzione presa in esame - secondo quanto apprende l'Adnkronos - è una soluzione intermedia: aprire una sala stampa al Palafiori solo per tre ore al giorno, il tempo di tenere la quotidiana conferenza stampa di fine mattinata. Soluzione più controllabile ma con rischi però comunque simili a quelli della prima soluzione e con i giornalisti che dovrebbero poi seguire il festival dalla loro stanza d'albergo o della casa presa in affitto.

La terza soluzione ipotizzata è quella di una selezione drastica e quindi comunque arbitraria di pochi giornalisti (20-30, continuamente controllati), che esporrebbe la Rai alle ire di tutti gli esclusi e che infatti la Rai non ha alcuna intenzione di fare. La sensazione, insomma, è che, nell'attuale incertezza, comunque la Rai decidesse di muoversi per organizzare una sala stampa del festival si esporrebbe a rischi sanitari troppo elevati. E non è un caso che il Festival di Berlino, anch'esso posticipato da febbraio alla prima settimana di marzo, abbia optato per una soluzione tutta da remoto.

L'unica opzione che metterebbe al riparo da grossi rischi è quella di una sala stampa 'virtuale' ad alto tasso tecnologico. Per rendere il lavoro il più simile possibile agli altri anni si starebbe pensando infatti, oltre allo streaming della conferenza principale (con possibilità di inviare domande ai protagonisti), alla possibilità di un 'Question Time' in onda con interazione dei giornalisti da remoto, ad un calendario di conferenze stampa online con tutti i protagonisti della gara e anche alcuni ospiti. Non solo, si starebbe valutando anche la possibilità di permettere ai giornalisti, con le dovute cautele legate alla tutela dei copyright, di assistere da remoto ad alcune sessioni delle prove degli artisti.

Questo naturalmente non significherà un festival senza stampa, perché i giornalisti e le testate che lo vorranno, raggiungeranno comunque Sanremo per produrre pezzi di colore o realizzare interviste con gli artisti che si rendessero disponibili in presenza. In quel caso, però, comunque seguiranno il festival dalle loro stanze. D'altronde, in ogni caso, il Teatro Ariston sarà off limits per la stampa, per tutelare in una 'bolla' sanitaria artisti, maestranze e il pubblico di figuranti. Pubblico per il quale la nave da crociera non è l'unica soluzione allo studio.

(di Antonella Nesi)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
L´ informazione continua con la newsletter

Vuoi restare informato? Iscriviti a e-news, la newsletter di Adnkronos inviata ogni giorno, dal lunedì al venerdì, con le più importanti notizie della giornata

Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza