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Scontri Roma-Feyenoord: "Così scoppiò il caos nella Capitale"

12 gennaio 2016 | 11.57
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La Barcaccia di piazza d Spagna, teatro degli scontri della polizia con gli ultrà del Feyenoord avvenuti il 19 febbraio dello scorso anno (Fotogramma)

"Alle 13 eravamo dislocati in piazza Miglianelli nell'imminenza dell'incontro di calcio tra Roma e la squadra olandese di Feyenoord. Alle 16 arrivò l'ordine di far spostare i tifosi che si erano radunati in piazza di Spagna verso piazzale delle Canestre per poi spingerli verso lo stadio Olimpico. A questo punto cominciarono i lanci di bottiglie di vetro vuote, di fumogeni e di petardi. La strada e la piazza erano intrise di urina e di birra e c'era pericolo di cadere...".

A ricordare i fatti accaduti il 19 febbraio dello scorso anno in margine all'incontro di calcio di Europa League, Roma-Feyenoord, sono stati un gruppo di agenti di polizia, alcuni dei quali parti lese e altri operanti, testimoni oggi nel processo che vede imputati di resistenza e oltraggio aggravati a pubblico ufficiale sei sostenitori della squadra olandese. Tutti gli imputati sono stati da tempo rimpatriati e ovviamente nessuno oggi si è presentato in aula per difendersi dall'accusa di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale aggravata.

Il processo si svolge davanti alla quinta sezione penale del Tribunale dove il Codacons è stato ammesso come parte civile in rappresentanza dei cittadini romani. Dalle deposizioni degli agenti citati come testimoni emerge la gravità degli scontri durante i quali non solo si fronteggiarono forze dell'ordine e tifosi ma furono gravemente danneggiate opere d'arte tra le quali la fontana della 'Barcaccia'. Sempre dalle testimonianze è emerso che i tifosi come del resto era stato sottolineato nelle relazioni di servizio al momento degli scontri ci fu non solo lancio di bottiglie vuote di birra vendute nonostante ci fosse stato uno specifico divieto da parte del sindaco ma anche con calci e pugni.

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