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Scuola, Zampa: "Non credo ci saranno riaperture prima di Natale"

30 novembre 2020 | 09.28
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Milano, 30 gen. (Adnkronos Salute)

Fino a quando le scuole superiori saranno in didattica a distanza? L'ipotesi che riaprano i battenti per lezioni in presenza già a dicembre è tramontata? "Io non credo che alla fine ci saranno delle riaperture prima di Natale. Questo è un elemento non positivo, è negativo, nel senso che il Paese non è in grado di reggere. Penso però che la scuola aperta 'spot' non serve a nessuno, serve solo a fare arrivare delle vampate di ripresa dei contagi" da Covid-19. "La scuola va aperta, messa in sicurezza e lasciata aperta". Ne è convinta la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, intervenuta ai microfoni di 'Radio24'.

"Semmai - sottolinea - si può studiare un piano. Chi fa una buona Dad non ha perso il proprio tempo, ma certamente non è equiparabile al tempo in presenza". Quindi, la linea per Zampa deve essere: "Aprire le scuole, ma tenerle aperte. Non vanno chiuse e aperte come se fossero l'ultima delle cose. E' la prima delle cose di un Paese da mettere in sicurezza, insieme alla sanità".

Ci sarà il giro di vite sugli spostamenti fra le regioni prima di Natale? "Non lo so - ammette Zampa - Io so di certo che si sta lavorando a ipotesi restrittive e severe, in cui si farà in modo o si cercherà anche di raccomandare. Ci saranno strumenti diversi, una cosa sono le norme e una cosa sono le raccomandazioni, i divieti e le raccomandazioni. Si cercherà però di fare in modo che le persone comprendano che spostarsi il meno possibile è la cosa necessaria da fare oggi. Detto questo - chiarisce - il Dpcm non c'è". "Vedo tutte le ipotesi che da giorni ballano sui giornali e poi creano un'ansia impressionante nelle persone - prosegue - ed è più che comprensibile sia così. Quindi preferirei non contribuire anche io con ipotesi non confermate. Il Dpcm non c'è - ribadisce - ci sono ipotesi che verranno discusse con le Regioni. Il piano, il Dpcm, sarà presentato e illustrato dal ministro giovedì. Dobbiamo aspettare, ma non mi pare una data così lontana giovedì".

"Ho fratelli amici sorelle che mi assediano e ieri sera ho scritto un messaggino non dico a chi. Io di solito tempesto il ministro, ieri sera non solo lui, dicendo: ricordatevi che c'è un problema adesso di urgenza, non c'è solo più il tema della severità che già sarà difficile da digerire, ma se alla severità aggiungiamo anche che si arriva tardi questo dà un argomento e una vera ragione alle persone anche per essere più arrabbiate. Quindi - conclude Zampa - è bene fare più veloce possibile perché le persone hanno diritto di organizzarsi".

Quanto alle scene di folla nelle vie dello shopping a Milano e Torino per la sottosegretaria alla Salute "è abbastanza sconcertante che le persone stentino così tanto a comprendere la gravità della situazione e il fatto che queste situazioni dipendono dai comportamenti di ognuno di noi. Siamo tutti tenuti in questo momento a comportamenti virtuosi. Io capisco che devi fare le compere, però non credo che se si va tutti lo stesso giorno migliori. E soprattuto, quando vedi che c'è una situazione così, o cambi zona o torni a casa e rimandi. Questo non è un bel segnale, non conforta".

"Io nei giorni scorsi - ricorda - avevo detto che i presidenti delle Regioni dovrebbero capire che dobbiamo lavorare tutti insieme nel rigore e che scegliere di restare in una situazione più restrittiva, anche se hai possibilità di riaprire di più, tutto sommato non farebbe male. Ho visto che l'Ecdc (il Centro europeo per il controllo delle malattie) ha fatto simulazioni in cui ipotizzava che un allentamento delle misure ai primi dicembre avrebbe portato immediatamente a un aumento nei numeri di contagi e ricoveri già prima di Natale".

"D'altra parte vorrei, che le persone si fermassero a riflettere su una cosa: a fine agosto-primi di settembre - osserva Zampa - avevamo numeri di contagiati piccoli, nel giro di un mese abbiamo visto lievitare questo numero e abbiamo superato i 30mila. Questo dà l'idea di quanto va veloce e si espande l'epidemia" di Covid-19.

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