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Seat Pg, inchiesta per bancarotta fraudolenta: 14 misure

10 novembre 2015 | 12.03
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Questa mattina, i Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Torino hanno eseguito le misure cautelari interdittive, emesse per il reato di bancarotta fraudolenta, nei confronti di 11 componenti dell’ex consiglio di amministrazione e tre del collegio sindacale di Seat Pagine Gialle spa, in carica tra il 2003 ed il 2004, in relazione alle operazioni straordinarie effettuate in quegli anni ed alla distribuzione di un maxi dividendo di oltre 3,5 miliardi di euro.

Gli 11 ex amministratori, alcuni rimasti in carica anche fino al 2012, e i tre sindaci della società ancora in carica fino all’autunno del 2014, tutti colpiti dal provvedimento emesso dal gip Loretta Bianco, non potranno esercitare per 12 mesi attività imprenditoriali, professionali ed uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. I provvedimenti sono stati trascritti presso le Camere di Commercio e notificati dalla Guardia di Finanza anche agli ordini professionali di riferimento.

L'indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto, Vittorio Nessi, e dal sostituto Valerio Longi. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire una complessa sequenza di operazioni straordinarie, che secondo gli investigatori avrebbe portato alcuni fondi lussemburghesi di private equity, attraverso un’articolata catena societaria, ad acquisire nel 2003 il pieno controllo della Seat Pagine Gialle spa e a beneficiare, attraverso gli amministratori dell’epoca (alcuni dei quali con interessenze nei fondi stessi), della distribuzione di un maxi dividendo da oltre 3 miliardi e mezzo di euro, finanziato con un’operazione tutta a debito verso la società torinese.

In particolare secondo le verifiche, nella seconda metà del 2003, la Silver Spa. (veicolo societario controllato totalitariamente da Spyglass S.p.a., i cui soci di riferimento – attraverso una catena di società lussemburghesi - erano alcuni fondi private equity) ha acquisito il controllo di Seat Pagine Gialle spa, per complessivi 3,1 miliardi di euro, di cui 2,2 facendo ricorso al debito.

Successivamente all’acquisizione del controllo, l'azienda torinese è stata fusa per incorporazione nella Silver s.p.a e quindi - quest’ultima - nella Spyglass S.p.a., con immediato mutamento della denominazione sociale in Seat Pagine Gialle s.p.a., e avrebbe così accorciato la catena di controllo verso i fondi private equity.

Da quanto ricostruito nel corso delle indagini al termine delle operazioni, nel corso del 2004, il Consiglio di Amministrazione di Seat, espressione dei fondi private equity, ha deliberato la distribuzione straordinaria di un dividendo di quasi 3,6 miliardi di euro, finanziato attraverso il ricorso a linee di credito. Così avrebbe fatto lievitare l’indebitamento della società a 4 miliardi di euro a fine 2004. Negli anni successivi però la storica azienda torinese non è riuscita a sostenere il peso di tale indebitamento, essendo così ammessa al concordato preventivo nel 2013.

La ricostruzione operata dalle Fiamme Gialle nelle indagini preliminari ha portato a ritenere che il dividendo straordinario distribuito agli azionisti nel 2004, generato da un pesante indebitamento, fosse mosso da logiche di puro profitto dei soci di riferimento, contrario agli interessi della società, in quanto non finalizzato ad un miglioramento della struttura patrimoniale e/o finanziaria della stessa e a danno anche del ceto creditorio.

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