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Sicilia, tasse cancellate a deputati Ars: nove indagati

02 marzo 2017 | 16.12
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Palermo, 2 mar. (AdnKronos)

Nove dipendenti della società 'Riscossione Sicilia', che si occupa della riscossione delle tasse nell'isola, sono indagati dalla Procura di Catania con l'accusa di avere favorito tre deputati regionali dell'Ars nella sospensione di tasse dovute al fisco. I magistrati della Procura hanno concluso l'inchiesta nei confronti dei nove dipendenti di Riscossione, tra agenti e funzionari, accusati di abuso d'ufficio in concorso e continuato per i quali si apprestano a chiudere il rinvio a giudizio. I tre deputati che sarebbero stati agevolati sono Nello Musumeci (Lista Musumeci), Nino D'Asero (Ncd) e Raffaele Nicotra (Pd).

"Avvierò le procedure di licenziamento per i dipendenti di Riscossione Sicilia accusati di avere favorito tre deputati dell'Ars. Prima c'erano le case acquistate all'insaputa, di recente le polizze intestate all'insaputa e ora abbiamo pure le tasse cancellate all'insaputa dei diretti interessati, che guarda caso sono dei parlamentari e non gente comune". Lo ha detto all'Adnkronos Antonio Fumefreddo, Presidente di Riscossione Sicilia, commentando la chiusura dell'indagine della Procura di Catania.

Era stato lo stesso Fiumefreddo, un anno fa, a presentare una denuncia alla Procura. Come spiega adesso: "C'era una manina interna, o meglio, più manine interne, che facevano il contrario di quello che dicevo io. Quando mi sono accorto di queste situazioni, mi sono rivolto alla Procura. Adesso, la Procura di Catania conclama che non erano solo visioni, almeno questi tre parlamentari per i quali si è raggiunta la prova, sono stati beneficiari di una condotta di abuso per impedire il pignoramento dell'identità".

"Vedremo adesso le singole posizioni degli indagati - dice ancora Fiumefreddo - ma per chi ha commesso dei reati avvierò la procedura di licenziamento. Il procedimento disciplinare può essere sospeso in attesa della definizione del processo penale, ma al di là della rilevanza penale ci sono delle rilevanze disciplinari delle quali non posso non tenere conto".

"Ora chi sbaglia paga - dice ancora Antonio Fiumefreddo - altrimenti l'Italia resta un paese di impuniti". "Finora non abbiamo scherzato - dice - se da un anno dico che ci sono resistenze e che certe cose non funzionano, questa è solo una prima parte". Complessivamente i tre deputati avrebbero, secondo Fiumefreddo, tasse inevase "per 700-800 mila euro". "Per qualcuno la mia è una battaglia demagogica - dice - Ma non è così". E conclude: "Anche il Presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone tenga conto che la colpa non è dei vigili del fuoco ma di chi ha appiccato l'incendio. Perché lui dice che sporchiamo l'imnmagine della Sicilia, invece l'immagine della Sicilia è sporcata da chi fa queste cose e non da chi le reprime".

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