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Sochi 2014: NYT richiama attenzione su processo contro imputati Bolotnaya

07 febbraio 2014 | 12.59
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Non ci sono solo le due Pussy Riot Nadia Tolokonnikova e Maria Alyokhina, le due ragazze del gruppo delle Pussy Riot che Vladimir Putin ha scarcerato a fine anno, in tempo per l'inaugurazione dei Giochi olimpici.

In un commento, il New York Times ricorda il processo in corso in Russia contro gli otto imputati per gli scontri della Piazza Bolotnaya di Mosca il sei maggio del 2012, il giorno prima dell'insediamento di Putin al Cremlino per il suo terzo mandato. Il verdetto sara' pronunciato nei giorni immediatamente precedenti alla fine dei giochi, a fine febbraio, con l'accusa che ha gia' chiesto per loro condanne comprese fra i cinque e i sei anni di carcere. Il quotidiano americano, che ieri ha accolto nella sua redazione Tolokonnikova e Alyokhina, negli Stati Uniti in questi giorni per una missione sponsorizzata da Amnesty International per la denuncia della situazione delle carceri e dei detenuti in Russia ridotti allo stato di ''schiavi obbedienti'', ricorda anche che ''il sistema penale russo ha un disperato bisogno di riforma''.

E' in questi giorni di olimpiadi che il mondo deve esercitare pressioni su Mosca, come chiedono le due attiviste, si sottolinea. ''Le olimpiadi non possono altro che accendere un faro sul paese ospite e malgrado tutti gli sforzi per creare un'immagine piu' positiva del suo governo, Putin dovra' affrontare proteste crescenti'' -e' la conclusione- voci come quelle delle Pussy Riot ''difficilmente saranno messi a tacere e offrono alla Russia un futuro di gran lunga migliore''.

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