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Tria rassicura l'Europa

ECONOMIA
Tria rassicura l'Europa

(Afp)

L'Italia rivede i piani sul deficit per calmierare le fibrillazioni sui mercati e placare le tensioni con l'Europa. "Nel 2019 ci sarà uno scostamento dagli impegni di riduzione del deficit presi con l’Ue e poi negli anni successivi ci sarà una graduale riduzione", sottolinea il ministro dell'Economia Giovanni Tria intervenendo al convegno del Centro studi di Confindustria.


Parole, quelle del titolare di via XX settembre, che concorrono a riportare sotto la soglia di guardia lo spread che ieri aveva sfondato quota 300 punti dopo l'annuncio del governo di mantenere il disavanzo invariato al 2,4% per tutto il prossimo triennio. Ad ogni modo non è certo che la parziale revisione della Nota al Def scongiuri la procedura Ue anti-deficit, mentre il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici osserva che "gli italiani hanno fatto la scelta di un governo risolutamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratorie e di bilancio, tenta di disfarsi degli obblighi europei".

Tria da parte sua difende la scelta di una deviazione limitata ad una sola annualità dopo la quale il disavanzo tornerebbe su un percorso di discesa. A quanto si apprende, fino al 2% nel 2021. Con uno scostamento del 2,4% nel 2019 e alla luce del deficit ereditato dal precedente governo, ribatte il titolare del Mef, "non mi pare che si possa delineare un governo da finanza allegra o che dia spazio per far saltare i conti per finanziare le promesse".

Un rialzo finalizzato a fare ripartire il pil, senza deroghe all'impegno di ridurre l'alto debito. "Abbiamo bisogno di una crescita vigorosa", osserva il ministro, sottolineando che "serve una strategia di politica economica diretta a conseguire una crescita più sostenuta e ridurre il gap che l'Italia ha avuto con il resto di Europa nell'ultimo decennio". E aggiunge: "Serve uno stimolo di crescita endogeno, con un mutamento profondo delle strategie economiche e di bilancio" per "eliminare entro due anni il divario di crescita rispetto all'Europa e di assicurare al contempo una riduzione costante del rapporto debito-pil". E sulla nota dolente dell'alto debito pubblico italiano Tria insiste: "assicuriamo una accelerazione rispetto al passato della riduzione del debito pubblico", un nodo che "va affrontato, indipendentemente dai vincoli, per liberare spazi di bilancio" anche per le riforme fiscali.

Per realizzare questo piano saranno cruciali gli investimenti pubblici, con 15 miliardi aggiuntivi nel prossimo triennio ma anche "un fortissimo taglio di spending review".

Di certo nella manovra 2019 ci sarà "una forte gradualità. Le promesse andranno nel corso della legislatura", assicura Tria. E sul reddito di cittadinanza esposto alla critica di possibili abusi da parte dei potenziali beneficiari il ministro annuncia un piano della Guardia di Finanza "per poter intervenire" contro il rischio che la misura vada a soggetti dediti al lavora nero. "Chi giocherà su quello andrà su un terreno molto rischioso", conclude Tria.



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