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Casa all'asta, è boom di offerte

ECONOMIA
Casa all'asta, è boom di offerte

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Boom di case all'asta: in cinque anni l'offerta è cresciuta del 23%. Anche se la domanda - seppure raddoppiata - fatica a tradursi in una compravendita. Questo mercato, negli ultimi anni, ha attirato potenziali acquirenti interessati a tenere l'immobile, più che a rivenderlo: nelle ricerche online, secondo quanto emerge da un'analisi di 'Immobiliare.it', complice un prezzo più basso del 31% rispetto alla media, gli annunci di aste ricevono circa il triplo delle visite da parte degli utenti.

Ma, per quanto riguarda le richieste che arrivano agli inserzionisti, alle visite sul web non corrisponde poi un interesse concreto, il cui rapporto con gli annunci tradizionali si abbassa sensibilmente (considerando anche i tempi di permanenza online molto diversi: un'asta rimane visibile sul sito circa 4 volte il tempo di un annuncio tradizionale).

LA PERCEZIONE - Cosa accade? "L'utente vive quello delle aste come un mercato difficilmente accessibile da cittadino privato" si legge nell'indagine condotta su oltre 2.000 utenti, "che nel 34% dei casi hanno dichiarato di percepire questo segmento come appannaggio degli operatori professionali". La preoccupazione del 31% riguarda poi "le tempistiche di sgombero dell’immobile, nonostante la recente normativa abbia fissato il limite dei sei mesi", mentre "la burocrazia spaventa il 17% degli intervistati, che ritiene l’asta un procedimento da affrontare da soli e in generale pieno di difficoltà (14%)".

IL MERCATO - Dove si trovano le migliori occasioni? La 'casa tipo' all'asta in Italia ha una superficie media di 102 metri quadrati e un costo di 192mila euro. Se a livello nazionale comprare con questa formula consente di tagliare il 31% del prezzo medio, ci sono città dove il potenziale risparmio è ancora maggiore.

Si tratta di Milano e Bologna: nel capoluogo meneghino gli immobili all’asta misurano mediamente 70 metri quadri e costano 227mila euro, il 44% in meno rispetto al prezzo medio al metro quadro della città; la percentuale di sconto è la stessa a Bologna, dove immobili più grandi (138 metri quadri) costano in media 380mila euro.

Supera il 30% di sconto anche quello che si può ottenere a Bari e Firenze: nel capoluogo pugliese gli immobili all’asta misurano in media 108 metri quadri, per i quali si spendono 213mila euro (il 36% rispetto al prezzo medio rilevato nella città per gli immobili in vendita). A Firenze, per una casa da 87 metri quadri all’asta la spesa media è di 314mila euro (il 31% in meno rispetto al mercato delle compravendite tradizionali).

Guardando alle regioni, le prime tre in cui si rilevano sconti maggiori sul prezzo medio sono Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, con tagli medi che arrivano al 40% dei costi al metro quadro.

IL COMMENTO - "Nel processo di avvicinamento degli utenti al mercato delle aste - afferma Carlo Giordano, amministratore delegato di 'Immobiliare.it' - il web ha dato un grosso contributo. Di certo, il prezzo più basso della media è un'attrattiva importante che fa sì che gli annunci di aste vengano quasi sempre inclusi in una prima selezione da parte degli utenti".

Anche se le inserzioni di questo tipo sono viste più come "adempimenti burocratici" e percepite come trattative difficili, "facendo sì che poi l’interesse non si traduca in un'azione di contatto verso l'inserzionista". Tutto questo, conclude Giordano, porta il mercato italiano delle aste a "vivere tipicamente 'al ribasso' anziché essere un’opportunità di miglioramento dell’offerta, di soddisfazione dei creditori e di possibilità per i compratori di ottenere l'immobile ad un prezzo migliore rispetto alla media".

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