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Tim, Vivendi all'attacco di Elliott

ECONOMIA
Tim, Vivendi all'attacco di Elliott

(Afp)

"Vivendi considera deplorevoli le tattiche volte a perdere tempo utilizzate dai membri del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia (TIM) nominati da Elliott, che hanno deciso di rinviare l'Assemblea degli Azionisti al 29 marzo, contrariamente a quanto previsto dallo statuto della società e dal Codice Civile italiano". Questo quanto si legge in una nota di Vivendi, che attacca Elliott.


"Vivendi - si legge ancora - dopo aver comunicato le proprie intenzioni al Consiglio di Amministrazione l’11 dicembre 2018, ha formalmente richiesto, in data 14 dicembre, che l'Assemblea di TIM fosse convocata il prima possibile. Il Consiglio ha dapprima preso atto della richiesta di Vivendi del 14 dicembre, per poi annunciare, il 21 dicembre, di aver iniziato a valutarla, rinviando la decisione al 14 gennaio, decidendo, infine, di convocare l'Assemblea degli Azionisti oltre due mesi dopo".

"Queste tattiche volte a perdere tempo - annota ancora Vivendi - stanno influenzando negativamente, di giorno in giorno, i risultati finanziari di Tim, come si evince, purtroppo, dal calo del prezzo del titolo di oltre il 40% dallo scorso 4 maggio. Queste tattiche costituiscono una vera e propria negazione della democrazia degli azionisti e sono in contrasto con i più basilari e fondamentali principi di una buona corporate governance". "Qualora la governance e i risultati finanziari della società non migliorino significativamente, Vivendi si riserva il diritto di richiedere la convocazione di una nuova Assemblea degli Azionisti in estate", concude la nota.

Dal canto suo, Elliott prende atto della decisione del cda di Tim "di mettere ai voti la revoca di cinque amministratori nel corso dell’assemblea annuale della Società da tenersi in data 29 marzo" ma il fondo Usa si dice fiducioso che l'intento di Vivendi di "riprendere il controllo di Tim per tornare a gestire la Società nel proprio interesse individuale" abbia "scarse possibilità di successo".

La richiesta di Vivendi di indire un'assemblea verteva sulla nomina della società di revisione dei conti nonchè sulla revoca di cinque amministratori in quota Elliott (il presidente Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini e Paola Giannotti) e la sostituzione con i suoi candidati che sono Franco Bernabè, Rob van der Valk, Flavia Mazzarella, Gabriele Galateri e Francesco Vatalaro. Richiesta che secondo Elliott "rappresenta il suo ennesimo tentativo di riprendere il controllo di Tim per tornare a gestire la Società nel proprio interesse individuale. Elliott - prosegue la nota- è tuttavia fiduciosa che questo intento abbia scarse possibilità di successo anche laddove Vivendi perseverasse nei suoi tentativi".

"Appena 8 mesi fa, la maggioranza degli azionisti di Tim ha bocciato le modalità con cui Vivendi ha gestito Tim e la serie dei suoi intrecci con parti correlate, e ha scelto di affidare la maggioranza del Consiglio di Amministrazione di Tim ad Amministratori indipendenti, credibili ed esperti. Tra gli azionisti di Tim non collegati a Vivendi, il voto a favore del cambiamento è stato schiacciante: circa l’80% degli azionisti indipendenti della società ha votato a favore di questo nuovo Consiglio" sottolinea la nota di Elliott.

"Gli azionisti indipendenti, i dipendenti, le Autorità di controllo e i clienti di Tim chiedono stabilità e, in questo momento storico, un conflitto sull’elezione del Consiglio di Amministrazione della Società, non risponde ad altri interessi se non a quelli circoscritti di Vivendi. Elliott - sottolinea ancora la nota - ha cercato molte volte di avviare un dialogo costruttivo con Vivendi per appianare i contrasti e andare oltre le mere prese di posizione pubbliche. Tutti i tentativi di Elliott sono tuttavia rimasti senza risposta. Elliott rimane aperta a un dialogo costruttivo nel convincimento che questo risponda al miglior interesse di tutti gli stakeholder di Tim, inclusa Vivendi" conclude lo statement.

L'APPELLO DEI PICCOLI AZIONISTI TIM - Nel tardo pomeriggio arriva un appello a superare i conflitti e lavorare per il rilancio di Tim rivolto da Asati, associazione di piccoli azionisti di Tim, ai soci principali del gruppo. "La decisione di convocare a marzo un’assemblea per la sostituzione di cinque membri del Consiglio evidenzia che il problema della Governance di Tim non è risolto" osserva Asati in merito alle decisioni del cda di oggi.

"I principali Azionisti (Vivendi, Elliott e Cdp) non riescono a trovare un accordo necessario per definire una strategia di medio-lungo termine e per far crescere il valore del titolo, che è penalizzato dal conflitto tra gli Azionisti" sottolinea la nota. "Asati chiede a Vivendi, Elliott e Cdp un impegno a superare i conflitti interni e a lavorare per il rilancio di Tim" conclude la nota.



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