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Di Maio convoca i sindacati

ECONOMIA
Di Maio convoca i sindacati

(Fotogramma)

Il vicepremier e ministro Luigi Di Maio incontrerà i sindacati il 13 marzo prossimo, a quanto si apprende, alle 15.30 al dicastero di via Veneto. Una convocazione attesa da Cgil, Cisl e Uil che l'avevano sollecitata a gran voce anche nel corso della popolosa manifestazione del 9 febbraio scorso. Al tavolo, che si svolgerà al Mise nel primo pomeriggio, insieme a Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo anche Paolo Capone per l'Ugl e per la prima volta, in un consesso di tipo 'politico', anche l'Usb, il sindacato autonomo con il coordinatore Pierpaolo Leonardi. Un incontro probabilmente a 'largo spettro', come lo definiscono dal ministero, che risponde inanzitutto alla richiesta arrivata dal mondo sindacale e che vedrà al centro i temi del lavoro, quelli dello sviluppo ma anche, inevitabilmente, quel salario minimo per legge a cui il governo ha sempre guardato con attenzione e sul quale oggi il portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera ha chiesto la convergenza del Pd. Un dossier decisamente caldo per i sindacati che hanno sempre guardato con ostilità all'eventualità di prevedere per i settori non coperti dalla contrattazione un minimo legale visto come la 'tomba' della contrattazione e che innescherebbe un pesante 'dumping' salariale. Una contrarietà che Cgil Cisl e Uil spartiscono con Confindustria con cui hanno però condiviso una soluzione di mediazione nel Patto per la Fabbrica firmato lo scorso anno: il salario minimo è quello che emerge dalla media contrattuale dei minimi del contratto del settore di riferimento. Ed è questa, dicono in sostanza, l'unica soluzione che potrebbero ammettere per legge.


DI MAIO SU SALARIO MINIMO - "Porteremo la nostra legge per introdurre il salario minimo in Parlamento e mi auguro di vedere sul tema un'ampia convergenza parlamentare. Perché è una cosa giusta. Chi vuole fare gli interessi dei lavoratori non può tirarsi indietro. Il MoVimento 5 Stelle è dalla loro parte". Lo scrive in un post su Facebook il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. "Il salario minimo orari - esordisce - o è una misura che esiste in quasi tutta Europa, la adottano 22 paesi su 28, comprese Francia e Germania. L'Italia aspetta questa legge da decenni. La sinistra se ne è riempita la bocca per anni, ma quando è stata al governo non l'ha mai nemmeno posta in agenda. Il MoVimento 5 Stelle in soli nove mesi la sta presentando: una legge, dunque, che restituisca dignità al lavoratore permettendogli di non essere più vittima del ricatto 'questo è il lavoro: o così o vattene'". "È inaccettabile che nel 2019 ci siano ancora migliaia di giovani costretti ad accettare una paga di 3 o 4 euro l'ora. Quello non è lavoro, è schiavitù. E in un Paese democratico questo non si può più tollerare", rimarca il vicepremier.



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