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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Nessun prelievo sulle pensioni. A smentire i rumors estivi ci pensa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, che, in un'intervista a Repubblica assicura: "a palazzo Chigi non abbiamo nessuna proposta in questo senso. E siccome decide palazzo Chigi, cioè Renzi, escludo in maniera categorica che ci saranno interventi sulle pensioni".


E' da escludere, per il sottosegretario, anche l'arrivo di una nuova patrimoniale. "La filosofia di questo governo non è mettere nuove tasse - dice Delrio ipotizzando qualche "colpo di calore" per chi ha messo in giro queste voci - semmai rimettere qualcosa nelle tasche degli italiani". Il pensiero vola agli 80 euro nelle buste paga più 'deboli', "manteniamo la promessa di renderli strutturali per chi già ne ha goduto nel 2014", dice il sottosegretario. Quanto all'eventualità di estendere il bonus, "ora purtroppo siamo in presenza di una congiuntura negativa -Ocse, Ue, Bce - aveva previsto", ma "avevamo detto che l'avremmo esteso non appena fosse stato possibile".

Sul fronte della manovra, Delrio non anticipa nulla sui numeri: "aspettiamo la nota di aggiornamento del primo ottobre. Di certo ci saranno i 16 mld della spending review". Poi il punto sulla Ue. Il sottosegretario, dopo aver smentito voci di dissidi tra lui e Renzi, si dice in pieno accordo con le parole di Hollande. "Non chiediamo sconti", ribadisce, ma "il problema è che l'Ue non può più chiudere gli occhi davanti a quello che sta accadendo" e "deve tornare a essere l'Europa degli investimenti". Delrio, comunque, guarda con ottimismo al futuro: "alla grande ce la facciamo".

"La politica economica europea deve cambiare passo al più presto". E' l'esortazione che arriva dal Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz che, intervistato da "La Repubblica", chiede a Ue e Bce di svegliarsi perchè "ormai resta poco tempo per la ripresa". "Ora che l'Europa è in sostanziale recessione, Germania compresa, è grave che non si cerchi rapidamente di cambiare politica" dice Stiglitz secondo il quale "tutto il continente paga per l'austerity di Berlino".

Riguardo le riforme, Stiglitz sottolinea che "è importante l'impegno di Roma, ma quella fiscale deve essere europea con una tassa sulle rendite finanziarie". "L'Eurotower con Trichet -afferma l'economista- ha assecondato troppo la Germania, ora cambi presto statuto e diventi più simile alla Fed".

"Serve ad avere un quadro più aderente e reale del funzionamento di un sistema economico. Tutto qui". Così, in un'intervista a 'La Repubblica', Enrico Giovannini, ex presidente dell' Istat, e ministro del Lavoro del governo Letta. "C'è una metodologia ben definita -ricorda- che parte dai dati reali, (come i sequestri e i reati connessi) e ci sono le linee guida che Eurostat ha dato ad ogni Paese per elaborarli. Naturalmente è una stima statistica, come quella relativa alle attività legali, ma sommerse".

"Abbiamo aperto un dialogo importante con i giovani e abbiamo trovato fin dalla nostra prima partecipazione un terreno fertilissimo. Nei prossimi giorni arriveranno a Rimini anche i giovani che hanno concluso il primo anno al Polo Formativo di Lentate sul Seveso. Saranno loro a spiegare a migliaia di altri giovani che cosa fanno, che cosa hanno imparato in un anno di corso, che cosa si aspettano dal futuro. Insomma, un confronto tra giovani che hanno voglia di mettersi in gioco". Così, in un'intervista a 'Il Giornale', il presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero.

"Dopo l'istituzione delle città metropolitane, la trasformazione delle province in enti di secondo livello, e la revisione del titolo V che affida alle regioni la funzione di programmazione e legislazione e ai comuni quella di gestione bisogna dare ai comuni le dimensioni giuste per gestire i servizi e fare economie di scala". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', il presidente dell'Anci, Piero Fassino. "Per questo una delle nostre battaglie -afferma- in vista del congresso dell'Anci di novembre sarà che da qui a cinque anni non ci siano più enti comunali con meno di 15mila abitanti. Così da passare dagli oltre 8mila comuni di oggi a un massimo di 2.500".

"Se le misure di cui si discute venissero varate il sindacato le contrasterebbe in tutti i modi. Il governo dice che vuole cambiare verso all' Italia, non vorrei correre il rischio di ripercorrere la strada degli ultimi due anni: si rinviano le cose da fare e si rastrellano miliardi nei luoghi usuali come pubblici dipendenti e previdenza e, come con Monti, dopo 4-5 mesi si capisce che mancano i soldi, che la ripresa non arriva. Si va a elezioni anticipate cercando un nuovo Renzi che faccia davvero le riforme". Così, in un'intervista a 'Il Giorno', il leader della Uil, Luigi Angeletti.



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