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Sostenibilità: curarsi con alimentazione vegana, ma ci sono delle regole/Focus

19 dicembre 2014 | 14.11
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Vegani come stile di vita, ma anche per curarsi in caso di infiammazioni e problemi di pelle, dalla psoriasi alle dermatiti, e di malattie autoimmunitarie, croniche e degenerative. “Con un'alimentazione adeguata, che principalmente escluda carne, latte e derivati, uova e pesce, il corpo si alleggerisce, il sangue mantiene il giusto livello di alcalinità e, gradualmente, l'organismo si auto-ripara perché in tutti noi c'è una potente voglia di stare bene”. Così all'Adnkronos Maria Victoria Tuan, naturopata vegana che parte proprio dall'alimentazione per prendersi cura dei suoi pazienti.

Ma non chiamatela dieta, a lei non piace, preferisce “stile di vita” perché la scelta vegana si può fare per diversi motivi, da quelli etici a quelli animalisti o ambientalisti, fino ai motivi di salute, ma poi abbraccia tutto un mondo. Quella del naturopata è una figura professionale che sta prendendo piede negli ultimi anni e che si occupa del benessere partendo dal presupposto che di una persona non si deve curare solo il corpo, ma anche il livello emozionale ed emotivo.

“Mi occupo di vari disagi e disturbi - spiega la Tuan - ovviamente, queste persone sono in cura dai loro medici ma io posso fare molto”. Prima di tutto, “ripulendo l'organismo dalle tossine che si accumulano e che ci portiamo dietro da anni”.

L'alimentazione vegana “è indicata per tutte le infiammazioni, in caso di malattie croniche e degenerative e anche per il diabete: studi condotti in California - dichiara la Tuan - hanno dimostrato che la dieta vegana crudista può risolvere problemi di diabete di tipo 2 e portare miglioramenti nel diabete di tipo 1 riducendo le dosi di insulina. Dalla mia esperienza, ho potuto riscontare come problemi di pelle come psoriasi e dermatiti regrediscano gradualmente fino alla scomparsa grazie proprio all'alimentazione vegana”.

Patologie a parte, la dieta vegana è consigliata a tutti ma ha le sue regole. Prima fra tutte, variare l'alimentazione e usare tutto ciò che ci offre la natura a seconda delle stagioni: frutta e verdura, semi, germogli, alghe, legumi. No alle abbuffate proteiche per rimpiazzare la carne; via libera alla frutta, ma lontano dai pasti, “perché dopo i pasti può fermentare e dare fastidio, ad eccezione della mela”, spiega la naturopata.

Consumare più cibi crudi, anche prima di quelli cotti, invertendo le abitudini: è meglio iniziare il pasto con un'insalata mista e continuare poi con un piatto di pasta integrale, “perché il crudo aiuta a digerire il cotto e ad assimilare quello che viene dopo". Preferire i cereali integrali in cui c'è il germe alle farine bianche che favoriscono le infiammazioni così come gli zuccheri raffinati.

Poi ci sono veri e propri tesori contenuti in piccoli alimenti, piccoli come i semi con cui arricchire i menù, dalle insalate ai dessert: i semi di sesamo hanno molto calcio e ferro, quelli di lino sono ricchi di omega tre che, senza dover ricorrere al pesce, si trovano anche nelle alghe. E nelle alghe "ci sono anche i 21 aminoacidi di cui abbiamo bisogno - continua la naturopata - e ferro e vitamine. Sono particolarmente indicate nei casi in cui è compromessa la permeabilità intestinale, nei casi di stanchezza cronica o leggera mancanza di ferro".

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