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Spazi riconvertiti con Futur-e, l’impegno di Enel per la sostenibilità

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Spazi riconvertiti con Futur-e, l’impegno di Enel per la sostenibilità

(Fotogramma)

Riconvertire le vecchie centrali termoelettriche, ormai in disuso, e dare vita a nuovi progetti industriali legati al territorio, favorendo in questo modo lo sviluppo dell’economia circolare, all’insegna della sostenibilità. E’ quanto prevede il progetto Futur-e messo in campo da Enel, che mira alla riconversione e riqualificazione di 23 centrali e di una ex area mineraria. Se ne è parlato a Milano, in occasione della presentazione del programma di Enel, nel corso di una serata ospitata dal Mudec. "Futur-e prevede – spiega Marco Fragale, responsabile del progetto - la riconversione e riqualificazione di 24 siti a livello nazionale: si tratta di 23 centrali e di una ex area mineraria", in questo senso "abbiamo anche esteso quello che era il progetto Futur-e iniziale" che prevedeva le sole centrali termoelettriche, aggiungendo "altri asset come la ex miniera. Il percorso di riconversione attualmente è partito su 19 siti. Di questi 19, per 8 esiste già un progetto di riqualificazione che, in accordo con i principi del progetto Futur-e, deve essere sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente". (Video)


Si tratta dunque di "progetti che rispettano l'ambiente, portano un ritorno economico e creano un indotto e posti di lavoro sul territorio dove vengono realizzati". Se per otto progetti, dunque, già è stato approvato l’iter di riqualificazione, altre 11 sono procedure in corso: "Di queste – precisa Fragale - ce ne sono due che sono procedure di concorso di progetti che sono stati lanciati negli ultimi mesi": a Campomarino nel Molise, e a Portoscuso, in Sardegna. "Campomarino è una centrale vicina alla più famosa spiaggia bandiera blu del Molise. Ci aspettiamo delle proposte di riqualificazione nell'ambito turistico-ricettivo, oppure agricolo, dal momento che l'area è agricola. Un altro concorso di progetti in corso è quello di Portoscuso in Sardegna, nell'area di Carbonia Sulcis. In questo caso, invece, ci aspettiamo progetti che hanno più a che fare con la logistica oppure l’industria".

E ancora, "partiranno a breve concorsi di progetti, presumibilmente a partire dai primi mesi del prossimo anno, sulla ex Area mineraria di Santa Barbara. L'area, incastonata tra il Chianti e Firenze, è particolarmente grande: si tratta di 1600 ettari". Un paradigma economico, quello dell’economia circolare, che sta sostituendo gradatamente quello dell’economia lineare, che comporta una tutta una serie di limitazioni. Lo spiega il professore dell’Università Bocconi di Milano Claudio Zara.

"Quello a cui stiamo assistendo oggi è l’inizio di una fase di transizione dove, appunto, cerchiamo di applicare alcuni dei Principi dell'economia circolare con la prospettiva poi andare fattivamente ad organizzare l'intero paradigma economico ed andare verso un paradigma circolare. "Chiaramente, per fare questo, bisogna anche introdurre innovazione, che è innovazione tecnologica e innovazione manageriale. Solamente se consideriamo il caso dell’innovazione tecnologica e degli investimenti necessari per realizzare questo tipo di transizione, ad esempio ci sono stime che ci indicano ad esempio che gli investimenti globali per i prossimi 10 anni si aggirano sui 4.5 trillions". Insomma, "grandi opportunità, anche sotto il profilo degli investimenti. Dunque non solo sotto il profilo dell'economia reale ma anche – conclude Zara - sotto quello degli investitori e dell'economia finanziaria".



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