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Guerra a plastica e sprechi: obiettivi Granarolo 2019-21

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Guerra a plastica e sprechi: obiettivi Granarolo 2019-21

(Fotolia)

Tre obiettivi, per il periodo 2019-2021, legati al 12esimo Goal di sviluppo sostenibile (Consumo e Produzione Responsabili) contenuto nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: benessere animale, riduzione della plastica e lotta allo spreco. A presentarli è Granarolo a Roma, in occasione dell’incontro "Politiche di Sostenibilità legate alle filiere agricolo alimentari, valore e patrimonio del nostro territorio".


Benessere animale. L'obiettivo è raggiungere un punteggio minimo di 70/100 di benessere animale per tutte le stalle della filiera Granarolo-Granlatte già certificate, accompagnato da una più attenta gestione dell'uso dei farmaci finalizzata alla loro riduzione e alla migliore efficacia terapeutica. Per farlo, sono stati pianificati incontri di formazione con gli allevatori di tutte le Regioni in cui Granlatte-Granarolo è presente e incontri con crediti formativi con i veterinari aziendali.

Granarolo scende in campo contro l’inquinamento da plastica e punta ridurne l’utilizzo fino ad arrivare a tagliare una quantità equivalente di 3.787 t di CO2 in tre anni, pari all’illuminazione annua di una città di 54.726 abitanti. La strategia prevede: la riduzione drastica del peso degli imballaggi primari e secondari; l’uso di plastica riciclata sulle bottiglie di latte e sulle confezioni dei formaggi; il recupero degli imballaggi del latte reso da mercato; la sperimentazione materiali alternativi alla plastica. In parallelo verranno creati dei meccanismi premianti, con consumatori e retailer, per incentivare la raccolta e il riciclo di plastica. "La vera sfida sarà coinvolgere i consumatori nella raccolta di plastiche alimentari che noi utilizzeremo per fare altre bottiglie, senza passaggi intermedi", annuncia Gianpiero Calzolari, presidente Granarolo.

Molte le iniziative già attuate di riduzione del peso degli imballaggi in plastica primari e secondari di latte e latticini. Già dallo scorso marzo il Gruppo ha lanciato sul mercato la prima bottiglia di latte in Italia con il 20% di plastica riciclata, da giugno si arriverà a 25% ed entro fine anno al 50% su tutte le bottiglie. Da inizio anno è partito il recupero delle bottiglie in plastica rese dal mercato, prima destinate a termovalorizzatore o discarica, e in parallelo sono in corso sperimentazioni su materiali alternativi alla plastica, anche in sinergia con giovani start-up.

E poi, un Piano anti-spreco su latte e latticini con l’obiettivo di ridurre del 10% i resi da mercato italiano (stimando in 123.000 tonnellate il reso da mercato di latte e latticini freschi in Italia) che corrispondono a -1.400 t di CO2 equivalenti, cioè all’illuminazione annua di una città con circa 20.000 abitanti. Queste le azioni previste: allungamento delle shelf-life (il periodo di vita) dei prodotti; campagna per una gestione più sostenibile dei prodotti in casa; campagna sui nuovi usi per i prodotti in scadenza; campagna per un corretto smaltimento.

Latte e derivati contribuiscono in larga parte allo spreco alimentare. Possono rappresentare fra il 4 e l’8% del venduto della categoria. Attualmente nella migliore delle ipotesi il prodotto ritirato dai punti vendita, nel rispetto della catena del freddo, pur essendo ancora integro, può essere recuperato come sottoprodotto da indirizzare all’alimentazione animale. Un allungamento della shelf-life potrebbe garantire una riduzione dello spreco alimentare e non solo: una vita residua più lunga dell’attuale consentirebbe alle famiglie di fare ‘scorta’, acquistando una volta a settimana al supermercato la quantità di prodotti necessari per coprire i bisogni.

"Stiamo allungando il periodo di vita dei nostri prodotti – dice Calzolari - Ora servono leggi che favoriscano la durabilità degli stessi, il loro mantenimento e una tassazione che non colpisca il lavoro, ma l’energia e i materiali utilizzati".



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