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Nuove analisi rivelano: l'acqua del lago di Bracciano è pulita

Per le analisi effettuate a 30 mt dai fossi, escherichia coli e colibatteri ampiamente sotto limiti di legge

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Nuove analisi rivelano: l'acqua del lago di Bracciano è pulita

L'acqua del lago di Bracciano è pulita: a dirlo sono le analisi commissionate da Aics Ambiente (Associazione italiana cultura e sport). Le analisi effettuate a 30 metri da Fosso della Lobbra, Fosso di Grotta Renara, Fosso di Via della Rena a Trevignano hanno rilevato, fa sapere l'associazione, in tutti e tre i casi, valori di escherichia coli e colibatteri ampiamente sotto i limiti di legge.


Nel dettaglio, laddove il limite di legge di escherichia coli e di enterococchi è, rispettivamente, di 1000 e 500 Ufc per 100 ml d'acqua, le analisi effettuate a 30 metri dai fossi hanno rilevato una presenza di: 60 Ufc di escherichia coli e 336 Ufc di enterococchi in corrispondenza di Fosso della Lobbra; 400 Ufc di escherichia coli e 352 di enterococchi in corrispondenza di Fosso di Grotta Renara; 88 Ufc di Escherichia Coli e 272 di Colibatteri in corrispondenza di Fosso di via della Rena a Trevignano.

“Va sottolineato - spiega Andrea Nesi, responsabile nazionale di Aics Ambiente - che quest'anno i prelievi sono stati effettuati al mattino del 1 settembre, a seguito di una giornata in cui ha piovuto copiosamente e costantemente il che avrebbe potuto portare, senza stupire troppo, dati negativi grazie all'azione di ‘trasporto’ dei fossi. Ma invece no, tutti i valori nella norma”.

Negli ultimi anni Aics Ambiente ha contestato la funzionalità dei prelievi effettuati allo sbocco dei fossi, poiché ritenuti troppo limitati o comunque insufficienti ad offrire informazioni utili ad identificare eventuali fenomeni che mettono a rischio la qualità delle acque dell'intero bacino o importante parte di esso. Per questo commissiona ogni anno, ad un laboratorio accreditato, analisi basate sul protocollo di prelievo ideato da Aics Ambiente.

Modalità che ora Aics Ambiente sta esportando agli altri laghi del Lazio con l'obiettivo di arrivare a coprire il territorio nazionale nel 2021, attraverso un progetto che coinvolga Comuni, associazioni e cittadini dei territori dove ricadono i principali bacini d'acqua dolce.



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