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Spese veterinarie, ecco come scaricarle

07 marzo 2017 | 06.48
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Immagine di repertorio (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Nella dichiarazione dei redditi precompilata del 2017, tra le spese mediche, ci sarà spazio anche per le spese veterinarie. Dall'1 gennaio 2016, la platea dei soggetti interessati all'obbligo della trasmissione telematica dei dati è estesa anche alle strutture autorizzate alla "vendita al dettaglio dei medicinali veterinari" che, come previsto dalla legge di Stabilità 2016, sono quindi tenute a comunicare all'STS, il sistema tessera sanitaria, le spese sostenute dai cittadini (in questo caso quelle veterinarie), ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Per detrarre le spese veterinarie non sarà necessario l'obbligo di conservare la ricetta. In particolare, come ha chiarito la risoluzione 24/E, non è necessario conservare la prescrizione medica ai fini della detrazione, essendo sufficiente lo scontrino 'parlante', che certifica il tipo e la quantità di farmaci acquistati per gli amici a quattro zampe.

In pratica, ricorda l'Agenzia delle Entrate in una nota, è possibile detrarre dall'Irpef il 19% delle spese veterinarie sostenute nell'anno, fino a un importo massimo di 387,34 euro, per la parte che eccede la franchigia di 129,11 euro. Il limite di detraibilità è unico per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

La possibilità di portare in detrazione tali esborsi è però limitata alle sole spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva, mentre non sono detraibili le spese per la cura di animali destinati all'allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell'esercizio di attività commerciali o agricole, o in relazione ad animali utilizzati per attività illecite.

Anche altre voci di spesa non possono usufruire della detrazione del 19%. In particolare, ne sono escluse le spese per mangimi speciali e per antiparassitari perché tali prodotti non sono classificati come farmaci veterinari da parte del ministero della Salute.

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